Sì al reinserimento in graduatoria in caso di mancato inserimento per dimenticanza, ma non può agire il sindacato

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Un sindacato agiva unitamente ai singoli ricorrenti per impugnare il decreto ministeriale n. 235/2014 del M.I.U.R. nella parte in cui non consentiva a docenti già in precedenza inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, e successivamente depennati in conseguenza della mancata presentazione della domanda di aggiornamento, di essere reinseriti nelle stesse.

Il sindacato non può agire per tutelare singoli iscritti

Il collegio con sentenza del 28/09/21 n 09976/21, ha rilevato in via preliminare il difetto di legittimazione a ricorrere in capo al sindacato . Come già evidenziato in altre pronunce dalla Sezione (cfr. ex multis sent. n. 3744/2021), in linea con quanto stabilito anche dall’Adunanza Plenaria con le sentenze n. 9/2015 e 6/2020, affermano i giudici che le associazioni sindacali (e, più in generale, le associazioni di categoria) sono legittimate a stare in giudizio, in qualità di ricorrenti, solo nei casi in cui ad essere lamentata sia la lesione di un interesse omogeneo e comune all’intera categoria, e non anche quando si verta su questioni concernenti singoli iscritti ovvero su questioni capaci di dividere la categoria in posizioni antitetiche. Ciò nella considerazione che l’interesse collettivo proprio dell’associazione sindacale deve identificarsi con l’interesse di tutti gli appartenenti alla categoria unitariamente considerata e non con interessi di singoli associati o gruppi di associati. Diversamente opinando, per vero, ossia riconoscendo all’associazione la legittimazione ad agire anche in questi ultimi casi, verrebbe in rilievo una vera e propria sostituzione processuale che contrasterebbe con quanto disposto dall’art. 81 c.p.c. Nel caso di specie, il sindacato non solo non agisce a tutela dell’intera categoria dei docenti ma a venire in rilievo è altresì un evidente conflitto di interesse tra i ricorrenti, che mirano ad essere reinseriti nelle GAE, e i docenti già presenti nelle stesse per effetto degli atti gravati che, invece, per effetto della conservazione degli atti adottati dal Ministero e dagli Uffici Scolastici Regionali otterrebbero maggiori chances di ottenere incarichi di insegnamento.

Si può chiedere il reinserimento in graduatoria in caso di cancellazione per mancata presentazione

Come evidenziato con la sentenza n. 13912/2019 del T.A.R., con contenuti ripresi in molteplici pronunce successive di uguale tenore (cfr. ex multis sent. nn. 6071/2021 e 6390/2021), va dato seguito all’orientamento giurisprudenziale della Sezione, affermatosi in conseguenza di un’attenta e meditata rilettura del dettato normativo e sulla scorta delle successive pronunce rese in merito dal Consiglio di Stato, con le quali è stato precisato che anche una volta intervenuta la cancellazione dalle graduatorie per effetto della mancata presentazione della domanda di permanenza, l’interessato ha sempre la facoltà di chiedere il reinserimento in occasione dei successivi aggiornamenti delle stesse, attuati mediante i previsti decreti ministeriali annuali.

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