Sì al pettine: voglio tornare a casa

Di Lalla
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red – La lettera di un docente che dopo l’esperienza negativa del lavoro in altra regione chiede di rientrare nella propria provincia di partenza.

red – La lettera di un docente che dopo l’esperienza negativa del lavoro in altra regione chiede di rientrare nella propria provincia di partenza.

Cara Lalla, sono un insegnante precario, offeso da chi vorrebbe blindare le graduatorie o quantomeno escludere il pettine perché il diritto alla mobilità territoriale, garantito dalla Costituzione, dovrebbe essere anteposto alle logiche personalistiche.
Il fatto di per sé è gravissimo e per spiegarlo pongo ad esempio la mia situazione personale.

Dopo anni di studi mi sono iscritto nella graduatoria di un’altra Regione, poiché i sindacati mi avevano detto (sbagliando o in cattiva fede) che nella mia non avrei lavorato.
Purtroppo in questa nuova realtà non mi sono mai trovato bene, intendo riavvicinarmi a casa ma da 5 anni non mi viene concessa questa possibilità inserendo ingiustamente in coda chi vuole spostarsi da una provincia
all’altra.

Non solo, ho avuto di recente dei gravi problemi di salute, sarò invalido ed avrò bisogno di terapie e cure. Vi sembra giusto che io debba restare comunque fuori casa per altri anni ancora?

Ricordo al movimento "NO PETTINE" che, a suo tempo, erano state previste migliaia di assunzioni che non si sono verificate…Quanto altro tempo dovremo aspettare noi che vogliamo tornare a casa o comunque spostarci secondo voi?

In fede

lettera firmata

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