Sì ad organico Covid e graduatorie del concorso straordinario bis allargate, no al docente esperto: Pacifico (Anief) spiega i motivi della manifestazione

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Confermare l’organico Covid, integrare le graduatorie del concorso straordinario bis e stralciare la figura del docente esperto: sono le richieste che oggi l’Anief ha ribadito, scendendo in piazza a Roma in piazza Santi Apostoli, assieme a coordinamenti dei precari, deputati e senatori appartenenti a più schieramenti politici (Lega, Leu, Fratelli d’Italia, Unione Popolare e altri), docenti universitari e cittadini che hanno sostenuto la protesta. Il primo obiettivo della protesta è portare modifiche al decreto Aiuti bis, che sempre oggi ha iniziato ad essere discusso al Senato in vista della conversione in legge. Marcello Pacifico, presidente Anief, spiega i motivi della contestazione.

Per rispondere a questi problemi Anief ha realizzato un manifesto riassuntivo delle priorità del nuovo anno scolastico e da attuare nella prossima legislatura. “Perché il governo Draghi si è dimenticato della scuola. Senza la conferma dell’organico Covid la scuola non può ripartire – dice il sindacalista ad Orizzonte Scuola – Per due anni la scuola ha avuto un organico aggiuntivo a prima di 80mila persone tra docenti e Ata, poi di 40mila, invece quest’anno sembrerebbe che non ce ne sia bisogno, ma non è così: la scuola ha i problemi di sempre, quelli legati alla pandemia, e deve affrontare la crisi energetica”.

Secondo il leader dell’Anief serve “una risposta dal governo ora, anche a fine legislatura. Chiediamo al governo di intervenire per confermare l’organico aggiuntivo e per dare una prima risposta a 15mila precari esclusi dalle graduatorie dell’ultimo concorso straordinario non perché non meritano ma perché i posti messi per il ruolo erano pochi. Mentre ci sono 50mila posti vacanti. Sono risposte che il governo deve dare ora, altrimenti riaprire a settembre porterà grandi difficoltà per le famiglie, per gli studenti e frustrazione per i docenti”.

Anche sul docente esperto, l’Anief ha le idee chiare: “è una risposta sbagliata a un problema che non è urgente. Si parla di un docente esperto da nominare tra 10 anni, selezionarne 8 mila l’anno su un numero di insegnanti 100 volte maggiore, per dar loro 5 mila euro in più all’anno, mentre abbiamo un milione di insegnati, 200mila precari, con stupendi da fame che lavorano ogni giorno per garantire il diritto all’istruzione”. Rimane irrisolto il problema del contratto scaduto da fine 2018 e degli stipendi inadeguati: “Il Ccnl è scaduto da quattro anni e il governo aveva promesso con il patto per la scuola più risorse, mentre ad oggi il personale ha stipendi lontani di 10 punti dall’inflazione”, conclude Pacifico.

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