Sì a valutazione in lettere per media e superiori, no ai numeri

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A chiederlo l’ADI (Associazione Docenti Italiani) durante l’audizione in Parlamento a seguito della discussione sui decreto di riforma relativamente al riordino degli esami di Stato.

“Consideriamo sbagliato avere eliminato la votazione in lettere, che andava invece estesa anche al secondo ciclo. Riteniamo invece abbastanza patetico lo scandalo suscitato dall’ammissione all’esame di Stato della secondaria di secondo grado con una votazione media non inferiore a sei”, perché “solo la Gelmini introdusse l’obbligo del sei in tutte le discipline, peraltro, come noto, subito eluso”.

È quanto si legge nel testo presentato dall’Associazione Docenti e dirigenti scolastici italiani alla commissione Cultura della Camera per l’audizione in merito alla fase attuativa della legge Buona scuola.

“Se c’è un’osservazione da fare – aggiunge il documento – è che la media aritmetica pone altre rigidità e l’inserimento del voto in condotta in tale media non è assolutamente appropriato”. “Se si fosse adottata la valutazione con le cinque lettere sia nel primo che nel secondo ciclo si sarebbe evitata la media aritmetica dei voti numerici”.

“Infine – conclude Adi sul punto delle votazioni – deve essere chiaro, e il decreto non lo è affatto, che ‘media complessiva’ nella secondaria di primo grado e ‘votazione media’ nella secondaria di secondo grado non deve significare rendere pubblica solo la media dei voti”. Piuttosto, “come era scritto nella bozza di settembre, le valutazioni negative vanno riportate in modo chiaro e trasparente”.

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