Sì a rotazione dei dirigenti scolastici, devono cambiare scuola nel raggio di 50 chilometri. La posizione dell’ANAC

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L’Anac, l’autorità per l’anticorruzione, dice sì alla rotazione dei dirigenti scolastici. L’autorità, però, in una nota, rileva che le scuole sono a “ridotto rischio corruttivo”. Si deve, comunque, attuare una graduale rotazione dei presidi.

Questa, per l’Anac, deve avvenire “a seguito di una adeguata programmazione da parte degli Uffici scolastici, definendo una procedura di rotazione ordinaria periodica, con il coinvolgimento preventivo delle organizzazioni sindacali”.

Infatti, gli istituti scolastici, operando come autonome stazioni appaltanti, sono chiamati a gestire risorse economiche anche ingenti per l’affidamento dei contratti pubblici. E questo vale ancora di più di fronte ai finanziamenti del Pnrr:

“È pertanto raccomandabile – afferma l’Anac – la periodica rotazione, che diventa necessaria ogni qualvolta si ravvisino rischi specifici di corruzione, anche minimale”

Per l’Anac, la rotazione non va intesa come una forma di “sfiducia” o di “punizione” nei confronti del dirigente scolastico, ma quale strumento di prevenzione della possibile insorgenza “di collusioni, incrostazioni o di pressioni esterne“, data la perdurante permanenza nello stesso incarico di vertici per più e più anni.

La misura è concepita come strumento di tutela generale, priva di funzioni sanzionatorie, ma volta invece a rafforzare l’autonomia dei dirigenti.

Anac suggerisce di stimolare una rotazione verso l’alto promuovendo l’accesso alle fasce superiori per i dirigenti provenienti da quelle inferiori, in funzione di una crescita professionale e acquisizione di nuove competenze da parte dei dipendenti della scuola.

Infine l’autorità per l’anticorruzione indica come ambito territoriale dei trasferimenti, un raggio di 50 chilometri rispetto alla sede di provenienza, possibilmente mantenendo l’incarico all’interno dello stesso comune, o comunque assecondando l’eventuale preferenza del dirigente, se non oggetto di conflitti di interesse.

L’avvertimento della Corte dei Conti

Su spinta della Corte dei Conti i vari Uffici scolastici regionali devono applicare un’indicazione del codice anticorruzione (approvata nel 2001, poi confermata nel 2012) che inserisce anche i presidi tra le categorie soggette a rotazione: proprio perché gestiscono appaltiaffidamenti e acquisto di beni, potrebbero essere allettati da proposte indicenti. Devono essere poi i singoli provveditori a decidere dopo quanti mandati scatta l’incompatibilità. La Corte dei conti ha dato mandato agli uffici scolastici di indicare sia i tempi del turn over sia di applicare le rotazioni. In caso contrario non avrebbero validato, come prevede la legge, i singoli contratti dei presidi.

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