Shock a Pescara: ventenne viaggia per 100 km aggrappato al treno per una folle sfida. La Polfer: “Occorre fare prevenzione già a scuola per evitare sfide mortali sui binari”

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L’episodio di “train surfing” che ha visto protagonista un ventenne di Ancona sull’Intercity Milano-Pescara ha riacceso i riflettori su una pericolosa tendenza giovanile. L’evento, che ha portato il giovane a percorrere circa 100 chilometri aggrappato al locomotore di coda, evidenzia l’urgente necessità di intensificare le attività di sensibilizzazione nelle scuole.

La Polizia Ferroviaria, da tempo si impegna in prima linea per contrastare questi comportamenti a rischio attraverso la campagna “Train to be cool”. L’iniziativa, che porta gli agenti direttamente nelle classi, mira a educare gli studenti sui pericoli legati a comportamenti scorretti in ambito ferroviario.

Durante questi incontri, gli agenti della Polfer illustrano agli studenti i rischi concreti associati a pratiche come il “train surfing” e altre sfide pericolose legate al contesto ferroviario. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i giovani sulle potenziali conseguenze fatali di queste azioni, spesso intraprese per ottenere like sui social media o per mettersi alla prova.

La campagna “Train to be cool” non si limita a presentare i pericoli, ma cerca di stimolare una riflessione critica tra gli studenti. Gli agenti discutono con i ragazzi del valore della vita e dell’importanza di fare scelte consapevoli, sottolineando come un momento di incoscienza possa avere conseguenze irreversibili.

Un aspetto cruciale di questa attività di sensibilizzazione è l’approccio utilizzato. Gli agenti della Polfer cercano di stabilire un dialogo aperto e sincero con gli studenti, evitando toni paternalistici o meramente punitivi. L’obiettivo è quello di creare un ambiente in cui i giovani si sentano liberi di esprimere le loro opinioni e di porre domande, favorendo così una comprensione più profonda dei rischi.

Inoltre, la Polfer utilizza materiale multimediale e testimonianze reali per rendere più incisivo il messaggio. Video, immagini e racconti di episodi realmente accaduti aiutano gli studenti a visualizzare concretamente le conseguenze di comportamenti irresponsabili.

Nonostante gli sforzi della Polfer, casi come quello del ventenne dimostrano che c’è ancora molto lavoro da fare. La sfida principale rimane quella di contrastare l’effetto emulazione, particolarmente forte tra i giovani. Per questo motivo, la Polfer cerca di bilanciare attentamente la necessità di informare con quella di non pubblicizzare eccessivamente questi episodi.

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