“Sgretolamento funzione docente e scuola centro d’accoglienza”. Lettera

di redazione
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inviato da Altadonna (A.S.I) – Mai avrei creduto che il progressivo e scientifico sgretolamento della funzione docente potesse giungere al punto nel quale oggi ci troviamo.

Alla luce delle molteplici castronerie ministeriali e dei quotidiani fatti mi devo ricredere sulle condizioni del nuovo contratto. È, infatti, il miglior contratto colf e badanti che si sia mai visto. Così Salvo Altadonna lancia una nuova provocazione.

Ricapitolando,dice il docente, la scuola è divenuta una bocciofila.

– Niente voto in condotta.
– Niente bocciature.
– Niente rimproveri.
– Open Day degni delle migliori trasmissioni di telemarketing, per la compravendita di iscrizioni.
– Scuole superiori di secondo grado alle quali si può accedere anche senza il possesso della licenza media.
– Diplomi quadriennali.

Queste alcune delle fantasie di una società incancrenita. Tra poco ci chiederanno di portare i cani degli alunni a fare i bisogni due volte al giorno.

Altadonna prosegue rilevando che se lo scopo era quello di portare la funzione docente a diventare un ammortizzatore sociale e la scuola ad un centro d’accoglienza per minori accompagnati, in poco più di dieci anni ci si è riusciti. Questo non è legato ad un governo piuttosto che ad un altro ma ad una generalizzata decadenza dei valori fondanti del nostro Stato.

Docenti accoltellati, picchiati, derisi, umiliati ma non da alunni o genitori ma da ministri e politiche approssimativi che hanno con leggerezza ricoperto incarichi strategici, più della difesa dei confini territoriali, con la superficialità con la quale si beve un caffè al bar.

Necessità un patto di categoria che vada oltre le appartenenze sindacali, politiche e territoriali. Un patto che veda insieme i lavoratori della scuola coesi per una rivalsa senza mediazioni su alcuni punti chiave.

Su questo percorso, conclude Altadonna vogliamo confrontarci ed impegnarci con tutti coloro che vogliono in dietro la loro dignità, con coloro che si ostinano a non insegnare per lo stipendio, per i tanti che hanno creduto e credono all’alta funzione educativa che ricopre la scuola. Questo appello è rivolto anche e soprattutto alle famiglie che non possono permettere di essere complici di questa deriva.

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