Sgomento e speranza, poesia di un’insegnante

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inviata dal Prof. Roberto Chiarella per mettere in risalto l’impagabile lavoro di medici, militari e docenti. 

Sgomento e speranza

Sento i passi incerti
di un’umanità sofferente
sotto un cielo
d’azzurro irriverente.
Sento il respiro di pensieri ingombranti
e ne riconosco le grida soffocate .
Vedo sguardi
sporcati dal dolore
e occhi persi
che sono preghiere nell’infinita attesa.
Non sento più
parole che fanno rumore
e davanti alle ferite inattese
l’orgoglio smisurato
svela il suo inganno.
Sento un tempo senza speranza
che incenerisce i nostri sogni.
Avverto forte l’orrore
davanti a corpi senza vita
che nessuna lacrima consola
e il dolore
attraversare strade deserte.
Vedo camici bianchi
offrire tempo e cura
per raccogliere il grido di aiuto.
E divise gonfie di legittima fierezza
vigilare sull’egoismo e sul incivile disonore.
E docenti e maestri ostinati
da angoli remoti
lasciare semi di conoscenza
per far vivere la speranza
e portare conforto all’innocenza sbigottita.
Vedo lavoratori
che assicurano il pane
frumento della vita.

Lampi di vita
squarciano questo tempo inquieto
e allontanano la paura.
Arriverà l’audacia scoperta
dell’umana scienza
a far vibrare le nostre vite sospese.
Aspettiamo un mattino
risplendente di normalità
che l’umanità tutta implora.
Davvero: l’amore non è mai abbastanza.

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