Sgambato (PD): tutti promossi e senza recupero dei debiti a settembre. Servono più docenti e ATA

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Riflessione della responsabile scuola del Partito Democratico Camilla Sgambato.

E’ una riflessione a 360° su questo periodo in cui la scuola ha dovuto adottare la didattica a distanza.
“Il partito democratico – afferma la Sgambato – sta lavorando, in collaborazione con il forum scuola e conoscenza, ad un piano di rientro a scuola graduale e prudente, secondo una visione a 360 gradi, […..]
E, proprio per garantire il futuro dei bambini/ragazzi, la scuola deve riprendere gradatamente una didattica attiva, integrandola con quella a distanza, e proseguire con il suo compito educativo. Dovranno essere assegnate ingenti risorse alle scuole, agli enti locali e al terzo settore per garantire da un lato un’organizzazione del lavoro che assicuri la sicurezza sanitaria ad allievi, insegnanti e personale ATA, dall’altro un progetto di qualità che ridefinisca il percorso educativo e didattico di tutto l’anno scolastico, superando soluzioni affrettate in cui si pensi ad un “recupero” dei “debiti” (quali, di chi e rispetto a quale lavoro fatto?), partendo da un lavoro di valutazione serio dei processi di apprendimento effettivamente attuati nel periodo di sospensione scolastica. Nessuna lacuna, nessun merito e demerito potrà essere imputabili ai ragazzi, ma alla scuola che NON HA POTUTO assicurare in modo omogeneo un lavoro didattica di qualità, rispetto agli obiettivi che si era posta prima del covid 19. D’altronde il grande maestro ALBERTO MANZI, che potremmo considerare il precursore della didattica a distanza affermava: “Fa quel che può. Quel che non può non fa”.”
Il progetto del Partito Democratico  “Saranno necessarie attente ingegnerie organizzative che affidino ai singoli istituti, secondo il principio dell’autonomia scolastica, un piano formativo che risponda ai bisogni dei propri bambini e ragazzi: sarà indispensabile prevedere un’organizzazione del tempo scuola, della destinazione dell’organico nelle diverse attività, la distribuzione degli allievi nei gruppi di lavoro e la progettazione di attività didattiche flessibili, per garantire a ciascun alunno il raggiungimento degli obiettivi formativi – culturali, disciplinari, socio-educativi.”
Più docenti e ATA
“Chiederemo al governo – conclude la Sgambato – uno sforzo ulteriore per un aumento delle risorse umane in organico, necessario per rispondere alle necessità di divisioni delle classi in gruppi eterogenei definiti in base ai diversi obiettivi formativi; un ingente aumento delle risorse economiche per la sicurezza sanitaria, per incentivare i supporti tecnologici e, soprattutto, per implementare la didattica a distanza e in presenza. Per attuare questo piano, per i notevoli risultati già conseguiti, possiamo affermare che lo strumento del partenariato fra scuola ed ente locale, fra scuola e terzo settore/volontariato appare quello più capace di raggiungere tutti i bambini e ragazzi nei quartieri in difficoltà, lavorando in prossimità con le persone, sin dal periodo estivo preparando così un buon avvio dell’anno scolastico. È necessario promuovere progetti e sperimentazioni nei territori in cui il contagio è più basso o nullo, su base assolutamente volontaria, selezionando le scuole più sicure, tenendo conto delle decisioni dell’autorità sanitaria,dei sindaci, dei prefetti e degli uffici scolastici regionali, in sinergia con il terzo settore, il tutto però in un quadro nazionale di indicazione di criteri.
Da queste sperimentazioni locali potremmo poi assumere tutte le informazioni e le buone pratiche, apportare le eventuali correzioni e modifiche che saranno utili per un piano nazionale di rientro che tutti desideriamo.”

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