Sgambato (PD): 25 mila cattedre in organico di diritto necessarie per posti di sostegno, rientro docenti nelle regioni di appartenenza, immissioni in ruolo GaE infanzia e secondaria del sud

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comunicato stampa On. Sgambato (PD) – Leggere sulla stampa di oggi, su quotidiani diametralmente opposti come stile e linea editoriale, che la scuola non è un ufficio di collocamento (con riferimento alla trasformazione di 25 mila cattedre) lascia abbastanza sorpresi.

Il primo quotidiano sostiene che quei soldi andrebbero investiti sull’innovazione didattica,  mentre il secondo dice che creare cattedre non risolve i problemi degli studenti.  Credo che su questi punti sia doveroso fare un po’ di chiarezza. Innanzitutto va detto che con la buona scuola non dolo abbiamo investito nel più vasto piano di immissioni in ruolo che si ricordi, ma ha anche stanziato risorse per il miglioramento della didattica e degli edifici scolastici. E’ bene ricordarlo perché, pur avendo commesso degli errori, non si può disconoscere l’investimento che è stato compiuto e che tutto il Partito Democratico ha voluto e sostenuto.

Le 25 mila cattedre, inoltre,  non solo servono ai docenti, ma soprattutto  alle scuole. In questo senso, fa sorridere che altri autorevoli quotidiani nei mesi scorsi si siano scagliati contro il governo colpevole di non aver contribuito ad un sereno avvio dell’anno scolastico con troppe aule senza docenti. Ebbene, la trasformazione dei posti in organico serve, per prima cosa, a rendere l’avvio del prossimo anno più sereno e con minori problematiche. Servirà a coprire molti posti per il sostegno (almeno 6 mila). Servirà a garantire maggiore continuità didattica. Inoltre, e dicendolo penso con il sorriso sempre a quegli autorevoli quotidiani che hanno riempito le prime pagine con la locuzione “docenti deportati”, consentirà a molti docenti di ritornare nella regione di appartenenza. Infine, e reputo anche questa una cosa assai importante, permetterà un maggior numero di immissioni dalle GAE (infanzia e quelle della secondaria del SUD) e dalle graduatorie del concorso.

Ora, non so come andrà a finire il braccio di ferro tra il MEF e il MIUR, ma a chi dice che la scuola ha già avuto molto vorrei ricordare quanto le è stato tolto in questi anni e di quante risorse ancora ha bisogno per colmare il divario con gli altri Paesi europei in termini di investimenti e innovazione. Noi la nostra battaglia la stiamo facendo in tutte le sedi perché i 400 milioni stanziati con la legge di stabilità si traducano in 25 mila posti. Le risorse risparmiate per gli stipendi dei docenti attualmente in organico di fatto (circa 600 milioni) potranno essere scontate dal costo della loro trasformazione in organico di diritto.

Questo passaggio è fondamentale per il futuro della scuola e per il lavoro che stiamo svolgendo. Mi auguro che alla Ragioneria dello Stato vi sia consapevolezza di questa urgenza e non ci si metta di traverso proprio ora che le cose si stanno aggiustando.

Come deputata che sostiene la candidatura di Orlando sono orgogliosa del lavoro che stiamo svolgendo con le colleghe e i colleghi del PD per portare a casa questo risultato!

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