Elezioni 2018. Programma PD, Sgambato: fase transitoria per infanzia e primaria e carriera docenti

di redazione
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comunicato Camilla Sgambato (PD) – “In questi anni siamo intervenuti per provare a ridurre il fenomeno endemico del precariato scolastico, che è il frutto avvelenato di anni di scelte sbagliate, di sovrapposizioni legislative e di politiche scolastiche miopi ispirate alla riduzione della spesa.

Il nostro primo obiettivo, dunque, è stato quello di intervenire per ridurre il numero degli iscritti alle GAE (graduatorie ad esaurimento) che nel corso degli anni hanno maturato un diritto e, dunque, nel piano straordinario di assunzioni sono stati i primi ad essere chiamati”.

A dichiararlo Camilla Sgambato, candidata alla Camera dei Deputati nella lista del Pd nel collegio plurinominale Caserta e provincia-Campania 02.

“Per quanto riguarda le graduatorie della scuola superiore, in un paio d’anni dovrebbero essere chiuse, mentre è assolutamente indispensabile avviare un percorso analogo per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria: parlo di qualità che può essere garantita da docenti in più e da un tempo pieno che trovi anche nel Mezzogiorno una maggiore diffusione. Io sono convinta che una delle chiavi di rilancio del Meridione stia proprio nella capacità di realizzare politiche contro la dispersione scolastica e la povertà educativa, perché la scuola e le opportunità che essa offre sono lo strumento straordinario di lotta contro le disuguaglianze e il sostegno allo sviluppo e alla crescita. E, quindi, facciamo in modo che i ragazzi vadano a scuola e non abbandonino gli studi e poi combattiamo contro la loro fuga dalle nostre università, perché la mobilità, quando è a senso unico, è sempre un disvalore.

E lo abbiamo scritto chiaramente nel programma, perché siamo convinti che per combattere la dispersione scolastica, la povertà educativa e per dare alla scuola tutti gli strumenti necessari, sia indispensabile avere insegnanti motivati e capaci. Ovviamente, oltre al potenziamento, andrà avviato un percorso di formazione e reclutamento che, come per il Fit, consenta di procedere ad una fase transitoria e ad un nuovo percorso per entrare in ruolo. E siccome abbiamo stabilito che le assegnazioni andranno fatte sul fabbisogno, lavoriamo per garantire che nei prossimi anni -prima di procedere alle nuove immissioni- i docenti che sono ancora lontani da casa possano rientrare. Credo, fermamente, che la continuità didattica sia importante quanto quella affettiva. Un insegnante in gamba che ama il proprio lavoro, infatti, deve essere un uomo o una donna felice”, continua la componente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione di Montecitorio.

“Per il futuro mi vengono in mente due elementi su cui intervenire subito: l’organico di potenziamento può essere una risorsa straordinaria per le scuole solo se è realmente funzionale alle loro richieste. Mi spiego meglio. Se un dirigente chiede un insegnante di musica, quell’insegnante deve arrivare altrimenti si smarrisce, da una parte, il senso profondo dell’organico dell’autonomia e, dall’altro, si costringono gli insegnanti a pause forzate che ne mortificano competenze e professionalità.

Il secondo riguarda la carriera dei docenti e la loro valorizzazione: il contratto è stato solo un primo passo significativo oltre che indispensabile.

Ora,però, è necessario continuare a lavorare per garantire risorse sempre più adeguate, formazione in servizio e aggiornamento costante, senza avere paura di termini come merito e valutazione. Troviamo insieme gli strumenti adeguati per fare in modo che queste parole non siano vissute con sospetto o rancore da parte del corpo docente. Dipende anche da noi.

Il mio impegno dei prossimi anni, se verrò riconfermata, verterà ancora su questi temi: ragazzi, famiglie e docenti. Perché sono convinta che la forza di un paese stia nella capacità di garantire due diritti fondamentali: istruzione e lavoro”, conclude Sgambato.

Caserta, 15.02.2018

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