Settimana italiana dell’insegnante. Indagine Skuola.net: docenti preparati, ma non al passo con i tempi

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In occasione della settimana italiana dell'insegnante, Skuola.net ha svolto un'indagine su un campione di 3.000 studenti a cui è stato chiesto di promuovere, bocciare o rimandare a settembre i propri insegnanti in relazione a: preparazione e aggiornamento, simpatia e disponibilità, innovazione e creatività nella didattica, competenze digitali e tecnologie, obiettività e capacità di giudizio. Di seguito i risultati dell'indagine. 

In occasione della settimana italiana dell'insegnante, Skuola.net ha svolto un'indagine su un campione di 3.000 studenti a cui è stato chiesto di promuovere, bocciare o rimandare a settembre i propri insegnanti in relazione a: preparazione e aggiornamento, simpatia e disponibilità, innovazione e creatività nella didattica, competenze digitali e tecnologie, obiettività e capacità di giudizio. Di seguito i risultati dell'indagine. 

Preparazione a aggiornamento: PROMOSSI

Nulla da ridire in quanto a preparazione. La parte più numerosa degli intervistati è quella che l ipromuove: secondo il 44% sono sempre aggiornati e ferrati sugli argomenti che insegnano. Eppure, un 36% trova delle lacune, e li avrebbe rimandati a settembre. Secondo questi studenti, il problema è che sono rimasti troppo indietro: il mondo va avanti e dovrebbero spendere più tempo ad aggiornarsi.Addirittura la minoranza, che comunque è un buon 20%, li boccerebbe senza remore. Questo perché a volte i prof avrebbero dimostrato incertezze sulleproprie materie.

Simpatia e disponibilità: RIMANDATI A SETTEMBRE

Promossi con debito i nostri docenti per quanto riguarda il rapporto umano instaurato nel quotidiano con ipropri studenti. La maggioranza dei ragazzi infatti, il 46%, ha optato per questa soluzione e la loro opinione ha decretato il giudizio finale. A loroparere, infatti, i prof dovrebbero impegnarsi di più a comunicare con i propri alunni. Agli insegnanti italiani, quindi, si consigliano corsi di recupero inempatia e comprensione, se vorranno superare l’esame del back to school. Tuttavia, 1 su 3 circa li promuove a pieni voti, considerandoli in gran parte simpatici e pronti a un aiuto extra. Cattivissimoil 22% che non dà loro alcuna possibilità: il motivo? Sono antipatici e non aiutano.

Innovazione e creatività nella didattica: BOCCIATI

Da qui inizia la sfilza di bocciature. Iniziamo con la capacità di inventare nuovesoluzioni nella didattica e stimolare gli studenti, coinvolgendoli con creatività nello studio della materia. Non ci siamo proprio, a quanto pare. Piùdella metà degli studenti, il 51%, vuole bocciare i propri prof perché da anni svolgono lezioni sempre uguali, e la maggioranza vince. Un più mite 32%,tuttavia, sceglie di rimandarli a settembre

perché coglie un certo impegno in questo senso, seppure non sia soddisfatto dei risultati. Pochicoloro che definiscono i propri prof sempre coinvolgenti e pieni di idee, e per questo li promuovono: sono il 17%.

Competenze digitali e tecnologiche: BOCCIATI

La tecnologia non è il punto forte dei nostri prof, nonostante gli sforzi del Miur nel rendere le nostrescuole sempre più al passo con i tempi dal punto di vista digitale. Il 43% li boccia, il 35% li rimanda a settembre. Per la maggioranza degli intervistati,infatti, i loro docenti dovrebbero ripetere l’anno perché sono ancora troppo legati ai vecchi strumenti: nell’era degli ebook e dei tablet sono rimasti a lavagna, gessetti e libro cartaceo. Chi assegna la sospensione di giudizio, invece,pensa che ciò che è stato fatto non sia ancora del tutto sufficiente. Superano l’esame i prof di quel 22% di ragazzi che si dicono contenti dell’uso frequentedi strumenti digitali e tecnologici nell’insegnamento.

Obiettività e capacità di giudizio: BOCCIATI

La figura dell’insegnante ingiusto, o che aiuta solo i suoi alunni preferiti, è dura a morire. Che siasolo perché gli studenti non conoscono a pieno le motivazioni che spingono i docenti a premiare o a punire? Quel che è certo è che i ragazzi si sono dimostraticompatti: la maggior parte, il 46%, boccia i propri prof per i loro pregiudizi e simpatie nei confronti degli studenti, mentre il 37% li rimanda perché avolte hanno lasciato intravedere mancanza di obiettività. Solo il 17% li definisce giusti e imparziali nei giudizi. Per questo, li promuove.

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