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Settimana corta imposta dalla riduzione del servizio pubblico dei trasporti?

Di Lalla
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red – L’organizzazione dell’orario settimanale di frequenza delle lezioni spetta alle singole scuole, autonome in materia di scelte didattiche ed organizzative. Accade a Verona che la riduzione dei trasporti pubblici scolastici prevista dalla Provincia a partire dal prossimo settembre potrebbe indurre le scuole a programmare l’adozione della settimana corta senza tener conto delle esigenze didattiche, educative e sociali alla base della scelta.

red – L’organizzazione dell’orario settimanale di frequenza delle lezioni spetta alle singole scuole, autonome in materia di scelte didattiche ed organizzative. Accade a Verona che la riduzione dei trasporti pubblici scolastici prevista dalla Provincia a partire dal prossimo settembre potrebbe indurre le scuole a programmare l’adozione della settimana corta senza tener conto delle esigenze didattiche, educative e sociali alla base della scelta.

La L. 15.03.1997 n. 59 e il D.P.R. 275/99 conferiscono alle singole istituzioni scolastiche autonomia in materia di scelte didattiche ed organizzative. Una di queste è l’organizzazione dell’orario settimanale di frequenza delle lezioni, nel rispetto del monte ore previsto per ciascun indirizzo e delle esigenze e motivazioni condivise tra scuola e famiglie. A Verona la riduzione dei trasporti pubblici scolastici prevista dalla Provincia a partire dal prossimo settembre potrebbe indurre le scuole a programmare l’adozione della settimana corta senza tener conto di altre esigenze e motivazioni.

Il Settore Trasporti e Mobilità della Provincia di Verona con una nota inviata nel gennaio scorso ha comunicato alle Scuole Superiori l’intenzione di ridurre drasticamente il servizio dei trasporti scolastici a partire dal prossimo settembre, con particolare riferimento alla giornata del sabato.

Il “Collegio dei Dirigenti Scolastici degli Istituti Superiori di Verona” ha già comunicato alla Provincia di Verona l’impossibilità, per la quasi totalità degli Istituti, di modulare l’orario su 5 giorni:

o per motivi di efficacia didattica
o per mancanza di mense e spazi idonei ad ospitare gli studenti nella pausa pranzo
o per la mancanza del personale di vigilanza
o vari altri impedimenti

I genitori rappresentanti d’istituto delle Scuole Superiori (poi costituitisi in Coordinamento), insieme alle Associazioni Genitori (A.Ge., A.Ge.S.C. e C.G.D.), nello scorso febbraio hanno poi condiviso un documento congiunto in cui hanno espresso:

o la contrarietà alla riduzione del servizio pubblico dei trasporti, chiedendo a tutti i decisori politici, ad ogni livello, di reperire le risorse atte a garantire all’utenza scolastica il servizio necessario;
o la contrarietà NON verso un modello di calendario didattico su 5 giorni (già adottato liberamente in alcune scuole), ma la contrarietà alla scelta obbligata di un modello orario unico imposto dall’esterno a tutti gli istituti, contravvenendo all’autonomia organizzativa scolastica;

Quello di Verona è un esempio di come la necessità dei tagli ai servizi vada ad incidere sulle scelte didattiche, indipendentemente dal monte-ore dell’indirizzo, dalla programmazione didattica, dalle scelte espresse da studenti e famiglie e dall’autonomia scolastica che dovrebbe essere garantita per legge.

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