Settimana corta contro il caro-energia, Bianchi apre: “Le scuole sono autonome”. I genitori: “Sì, con lezioni da 50 minuti”

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Settimana corta contro il caro-energia? Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, apre all’ipotesi. Durante l’intervento a Radio 24, Bianchi ha anche precisato che se si adotta questa scelta è solo per avere una migliore didattica, non per rimediare ai possibili tagli dovuti al caro energia.

Se proprio si vuole introdurre la “settimana corta” per risparmiare gas, sacrificando il sabato e spalmando l’orario scolastico sugli altri giorni, almeno lo si faccia con un criterio univoco per tutte le scuole. Così come segnala il quotidiano “Avvenire”, questa è la richiesta del comitato “A scuola”: permettere a tutte le scuole di introdurre le lezioni di 50 minuti, così da rendere più “gestibile” la situazione, se la crisi energetica dovesse ulteriormente aggravarsi nel corso dell’inverno, rendendo necessari sacrifici per risparmiare gas.

Tiepida l’accoglienza dei sindacati alla richiesta. Per lo Snals Confsal, “si tratta di una questione mal posta. La flessibilità didattica può e deve avere solo ragioni didattico-educative e in nessun caso può diventare uno strumento per ridurre i consumi di energia. È paradossale che dopo le assicurazioni ministeriali sulla didattica in presenza anche con casi positivi in classe, si prenda in considerazione la possibilità di far pagare alle scuole, agli alunni e al loro diritto all’apprendimento l’incapacità del governo di trovare soluzioni coraggiose per tagliare sprechi e inefficienze”.

“Il discorso consumi deve essere fuori dalle scuole, non possono essere chiesti nuovi sacrifici alle scuole”, dice Cristina Costarelli, presidente Anp del Lazio e dirigente scolastica al liceo scientifico Newton di Roma

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