Settimana corta all’Aristotele di Roma: precisazioni

di redazione
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Pubblichiamo la rettifica e precisazione dell’Avv. Alfredo Del Vecchio ai sensi dell’art. 8 L. 47/48

“Formo la presente in riferimento agli articoli pubblicati il 15.9.2017: – sul quotidiano Il Corriere, nonché sul sito roma.corriere.it dal titolo: “Lo Scientifico all’Eur – ROMA, SETTIMANA CORTA ALL’ARISTOTELE: IL TAR BOCCIA LA DECISIONE DEL LICEO”, a firma di Giulio De Santis; e l’altro dal titolo “SABATO IN CLASSE, SÌ O NO: CON L’AUTONOMIA, DECIDONO LE SCUOLE”, a firma di Antonella De Gregorio. – sul quotidiano La Repubblica nonché sul sito: repubblica.it dal titolo: “IL SABATO SI VA A
SCUOLA” IL TAR ADESSO BOCCIA ANCHE LA SETTIMANA CORTA”, a firma di Liana Milella.

Articoli ripresi da numerose altre testate e pubblicazioni internet.

In qualità di genitore e di difensore dei ricorrenti, faccio rilevare che le due pubblicazioni contengono gravi inesattezze ed imprecisioni, nonché riportano i fatti in modo parziale e recano torto ed offesa alle ragioni degli interessati, con ingiustificata aggressione mediatica anche ai
Giudici amministrativi. Si chiede, quindi, che le due testate vogliano pubblicare la presente rettifica, come per legge.

Anzitutto, rilevo il fatto che i giornalisti non hanno letto gli atti di causa, posto che solo dopo le pubblicazioni mi è stata chiesta una copia del ricorso proprio perché non conosciuto. Richiesta che non può essere esaudita per ovvi motivi di privacy, deontologici e riservatezza anche degli atti del giudizio. Mi è stata invece negata dal giornalista di corriere.it la possibilità di rendere una precisazione. Comunque, chi ha interesse e diritto può avanzare richiesta di accesso agli atti al TAR. Già questo rende le pubblicazioni prive della necessaria verifica di legge e la notizia resa è sostanzialmente falsa, con profili diffamatori che potranno essere fatti valere da chi ne è pregiudicato. La informazione, dunque, è stata ricevuta in modo errato dai giornalisti e da questi ripresa senza alcun approfondimento, a scapito della verità e corretta attività di giornalismo.

Comunque, neppure la simulata giustificazione del risparmio è veritiera, in quanto il Liceo Aristotele è composto di due plessi, sede centrale e sede succursale, e la prima il sabato è sempre aperta.

I genitori hanno appunto proposto di mantenere tutte le classi che frequentano il sabato presso la sede centrale. Dunque, senza nessun ulteriore impiego di risorse finanziarie. Hanno spontaneamente partecipato al ricorso anche studenti maggiorenni, direttamente interessati.

La peculiarità dei sei giorni è stata eletta a prerogativa dell’Istituto e presentata come tale in occasione degli Open Day, mediante i quali la Scuola ha presentato le sue attività ai genitori ed alunni delle classi medie inferiori quale ulteriore motivo di preferenza per la iscrizione di questi al Liceo Scientifico Aristotele per il corso quinquennale di scuola media superiore. La caratterizzazione in sei giorni settimanali si è resa necessaria anche per consentire l’adozione di corsi ampliati, con potenziamento della lingua inglese – cosiddetti corsi CIE – e conseguenziale necessario aumento della didattica in 32 ore settimanale, dunque per non appesantire oltre modo la frequentazione scolastica giornaliera.

Il bacino di utenza del Liceo Scientifico Aristotele comprende alunni dell’intero Municipio IX, con ampia diffusione territoriale, nonché dei municipi limitrofi, in particolare i distretti VIII, X e XI, per scelta degli utenti dovuta proprio alla peculiarità dei corsi CIE adottati dall’Istituto e della calendarizzazione in 6 giorni settimanali. Questo permette la conclusione della attività scolastica giornaliera in orario consono al rientro a casa degli alunni con mezzi pubblici, in modo da poter affrontare nel resto della giornata gli impegni di studio a casa ed extrascolastici.

Dunque, ad inizio di ogni corso scolastico fino all’anno 2015/2016, con la iscrizione al primo anno, alunni e genitori sono stati chiamati a scegliere tra il calendario delle lezioni in cinque oppure sei giorni settimanali. La scelta dei genitori/alunni interessati è stata, in adesione alla
predetta offerta, per il calendario delle lezioni in sei giorni settimanali ed è stata condivisa con l’Istituto, che l’ha definitivamente accettata ed adottata all’inizio del corso quinquennale ed è valida per l’intero svolgimento dello stesso. Altri hanno scelto la frequentazione a cinque giorni e per questi tale comunque rimane.

Dal 2016, comunque, tutti i nuovi corsi sono già a frequentazione a cinque giorni, dunque, la differenza si risolverà da sé a completamento dei corsi rimasti a sei giorni, già nei prossimi tre anni. Infatti le classi ora interessate sono dalla terza liceo in su.

La modifica del calendario, per le sole classi che hanno la frequentazione a sei giorni, è stata richiesta dalla componente scolastica, contro la volontà della maggioranza di alunni e famiglie interessati, soltanto a conclusione dell’anno scolastico, scaduto da tempo il periodo
delle iscrizioni, che sono regolamentate per legge, dunque imposta agli studenti senza possibilità di diversa loro scelta.

La delibera del Consiglio di Istituto, infatti, è stata adottata solo l’11.7.2017, lasciando così pochissimo spazio di tempo alle famiglie.

Alunni e famiglie hanno quindi cercato fino all’ultimo di tutelare i loro interessi all’interno della organizzazione scolastica ma, in prossimità dell’avvio del nuovo anno, considerato il grave pregiudizio subito, hanno potuto solo organizzarsi per una risposta
giudiziaria assolutamente DEMOCRATICA alla decisione loro imposta.

E’ evidente che la “rivoluzione”, come definita dai giornalisti, sarebbe stata quella di imporre la modifica a cinque giorni, non voluta, anzi esplicitamente respinta dalla stragrande maggioranza degli interessati.

La ordinanza del TAR è ordinariamente essenziale in quanto trattasi di decisione cautelare data l’urgenza, il presupposto di fondatezza delle ragioni dei ricorrenti ed il pericolo che queste potevano essere pregiudicate nell’immediato. Non sono stati sollevati vizi
procedurali. Offensivo e dimostrazione di non conoscenza della realtà processuale è, dunque, definire il provvedimento di “quattro paginette”.

I genitori non avrebbero voluto affatto questo clamore mediatico, che inficia la serenità dei ragazzi. Il fatto è rilevante solo internamente al Liceo e non riveste interesse alla divulgazione pubblica.

Giornalisti si sono presentati presso l’Istituto ed hanno intervistato, indifferentemente e senza tutela, alunni maggiorenni e minorenni.

Si depreca questa evoluzione e si confida che i giornalisti vorranno lasciare serenamente lavorare la Scuola, i docenti e la nuova Dirigente Scolastica, alla quale è stata rappresentata la massima fiducia ed offerta la più ampia collaborazione da tutti i genitori, in considerazione che
indistintamente tutti gli alunni sono fruitori di un servizio pubblico di grande rilevanza e che la sintonia tra tutte le componenti è il motivo principale per il sereno e proficuo sviluppo educativo degli studenti.

Distinti saluti.
Avv. Alfredo Del Vecchio”

No alla settimana corta, per il TAR a scuola anche il sabato

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