Sesso e scuola: vendersi per soldi, colpa della crisi sì, ma di valori

di Giulia Boffa
ipsef

GB – Sesso e scuola, un binomio che fa notizia e scandalo in questi giorni sempre di più. Ai casi raccontati in questi giorni sulle baby squillo se ne sommano altri due.

Il primo accade all’Università di Napoli, dove una studentessa ha messo in vendita le sue foto hard in cambio di denaro per comprare un motorino.

Un decolté in bella mostra  e un messaggio chiaro: “In attesa del 110, giovane laureanda invia le proprie foto”.

GB – Sesso e scuola, un binomio che fa notizia e scandalo in questi giorni sempre di più. Ai casi raccontati in questi giorni sulle baby squillo se ne sommano altri due.

Il primo accade all’Università di Napoli, dove una studentessa ha messo in vendita le sue foto hard in cambio di denaro per comprare un motorino.

Un decolté in bella mostra  e un messaggio chiaro: “In attesa del 110, giovane laureanda invia le proprie foto”.

La segnalazione è arrivata alla redazione di Skuola.net da un genitore di una studentessa, che si interroga: “Le sembra possibile che ci siano annunci del genere in quella che dovrebbe essere la casa della cultura? Per i ragazzi tutto questo sembra essere una cosa normale, sarò mica io l’unico a stupirsi”.

Skuola.net ha approfondito la questione intervistando la diretta interessata, che ha anche creato una fan page su Facebook per l’occasione.

La ragazza ha confermato di mettere a disposizione immagini del suo corpo dietro pagamento di compenso: “Non era uno scherzo. Mi piace fare foto e voglio divertirmi così. Anche se scritto in maniera sintetica credo che sia molto chiaro il messaggio”.
 
Racconta che  “Il mio scooter è rotto… me ne serve uno nuovo”.
 
Continua:  “In attesa della laurea e di un futuro lavorativo, che vedo davvero difficile, mi diverto così… e magari riuscirò anche ad avere un nuovo scooter”.

 

Il secondo circola sul web da ieri, ma fortunamente potrebbe trattarsi di una notizia falsa.

Una ragazzina avrebbe offerto sesso orale a 2,5 euro nei bagni di un noto istituto scolastico di Como.

Sul caso sono in corso indagini ma il Preside dell’istituto e la stessa ragazzina hanno negato che siano avvenuti episodi simili.Sembrerebbe pertanto uno scherzo di pessimo gusto da parte dei compagni di scuola. L’annuncio sarebbe stato diffuso sulle pagine Facebook e quindi non è certo che l’autore dei messaggi fosse davvero la ragazzina.

In pratica qualcuno potrebbe aver avuto accesso all’account della giovanissima, magari lasciato aperto su uno smartphone, e potrebbe aver pubblicato l’annuncio a luci rosse facendolo risultare come inviato dall’ignara compagna di scuola.

Anche le "cifre" dichiarate sarebbero poco credibili: troppo poco anche per le richieste di una ragazzina di 14/15 anni. E’ anche facile risalire all’autore del post:l’ora della pubblicazione o addirittura l’IP (nel caso di una clonazione del profilo) potrebbe smascherare il colpevole.

Un approfondimento si renderà necessario anche perchè negli annunci pubblicati, la ragazzina offriva sesso orale dicendo di essere "costretta dai genitori".

Versione stampabile
anief anief
soloformazione