Servizio nelle paritarie valido anche per i docenti di ruolo e non solo per i precari. Sentenza

di Avv. Marco Barone
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Un contenzioso dove si chiede il riconoscimento dei diritti per il personale con servizio a tempo indeterminato come quelli sussistenti per il personale a tempo determinato, quando di norma è il contrario.

Un contenzioso interessante in materia di riconoscimento di punteggio per il servizio svolto nelle paritarie.

Fatto

Una ricorrente deduceva l’illegittimità degli atti cui è conseguita la mancata attribuzione alla ricorrente di punti 2,1 per il servizio a tempo indeterminato svolto negli istituti paritari (a fronte della valutazione, invece, prevista dal bando per il medesimo servizio paritario se svolto a tempo determinato). In particolare lamenta che la mancata valutazione del servizio di ruolo svolto presso scuole paritarie integri una violazione dei principi comunitari in materia di divieto di discriminazione tra lavoro a tempo determinato e lavoro a tempo indeterminato. Eccependo che la disposizione per le ricorrenti deve valere anche “a contrariis” a beneficio dei lavoratori assunti a tempo indeterminato che non possono essere discriminati rispetto a quelli assunti a tempo determinato. Ad avviso della Sezione la censura è fondata e va accolta alla luce della giurisprudenza della Sezione. Va riconfermato sul punto l’avviso espresso con la sentenza n. 7110 del 3 giugno 2019.

Illegittimo non riconoscere il punteggio per il servizio svolto negli istituti paritari

Il TAR Lazio del 21/08/2019 con provvedimento 10562 del 2019 afferma che va ribadito quanto già statuito di recente in argomento dalla Sezione, ossia “che la sottrazione e/o il mancato riconoscimento del punteggio per il servizio prestato, nella specie a tempo indeterminato, in istituti scolastici paritari, appaiono in linea generale illegittimi poiché confliggenti col principio di pariordinazione dell’attività di insegnamento svolta presso istituti statali e istituti paritari sancito dell’art. 2, co.2, d.l. 3 luglio 2001, n.255 convertito con L. n. 333/2001 che stabilisce che “I servizi di insegnamento prestati dal 1° settembre 2000 nelle scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, sono valutati nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali”(T.A.R. Lazio – Roma, Sez. III Bis, 25 luglio 2018 n. 8415).

La riportata norma, benché dettata per l’integrazione a regime delle graduatorie permanenti del personale docente e in particolare per l’inserimento in esse e per l’aggiornamento del punteggio del personale già inserito, è espressione di un canone di parità di trattamento dell’attività di insegnamento prestata in scuole statali e in scuole paritarie onde riconoscere integralmente il servizio prestato in istituti paritari dal 1.9.2000, agli aspiranti all’assunzione negli istituti statali, ragion per cui, come si è di recente condivisibilmente affermato, la norma “non può essere applicata alla fattispecie che riguarda la disciplina della mobilità del personale statale, in servizio e già assunto a tempo indeterminato, ai fini dei trasferimenti su domanda dell’interessato”(Tribunale di Roma, Sez. lav.,13 marzo 2018 n. 1880)”.

E’ illogico non riconoscere questo punteggio al personale a tempo indeterminato come avviene per quello precario

“Risulterebbe invero altrimenti illogico e irragionevole (e contrario quindi in via diretta al principio di ragionevolezza interna della legge insito nell’art. 3 della Costituzione) riconoscere integralmente il servizio prestato presso istituti scolastici paritari dal 1° settembre 2000 solo ai fini dell’aggiornamento del punteggio posseduto da un docente iscritto in una graduatoria permanente e non anche ai fini della formazione, mercé anche il medesimo punteggio maturato per aver prestato servizio in istituto paritario dalla indicata data, del punteggio complessivo che il docente sia in grado di acquisire all’esito di una procedura concorsuale previo superamento della stessa e valutazione delle relative prove.

A suffragio dell’interpretazione estensiva dal Collegio qui sostenuta, milita la medesimezza del fine dei procedimenti de quibus (aggiornamento, a termini dell’art. 2, co. 2 primo periodo, d.l. n. 255/2001, del proprio punteggio in graduatoria permanente da un lato e concorso a posti di personale docente dall’altro), fine che è l’assunzione in servizio presso istituti scolastici statali, nonché la medesimezza dell’oggetto o strumento dell’incremento, ossia il punteggio relativo al servizio prestato negli istituti paritari e costituente nella procedura concorsuale la parte del punteggio afferente ai titoli di servizio.”

Il servizio svolto presso gli istituti paritari aiuta a formare l’esperienza del docente e va riconosciuto come tale

“Vale la pena di riaffermare in proposito quanto già osservato con la richiamata Sentenza 25 luglio 2018 n. 8415 ossia che, anzi, l’attività di servizio svolta a tempo indeterminato in istituti scolastici paritari, al pari del resto di quella della stessa tipologia contrattuale svolta presso istituti scolastici statali, è verosimilmente indice di più radicata esperienza, maggiormente quindi arricchendo il bagaglio di conoscenze e professionalità del docente, che, veicolando le stesse nell’istituzione scolastica pubblica per via del superamento del concorso e dell’utile collocazione in graduatoria, può in essa conferirle a tutto beneficio della scuola pubblica.

In definitiva, sulla scorta delle considerazioni fin qui svolte il ricorso si prospetta fondato e pertanto meritevole di essere accolto con annullamento dei provvedimenti impugnati nella parte in cui con essi (compresi i verbali della Commissione e l’atto di approvazione della graduatoria in partibus quibus) o per il tramite di essi quali atti generali è stata sottratta, non valutata o non riconosciuta alla ricorrente una quota parte di punteggio a fronte del servizio a tempo indeterminato dalla stessa svolto presso istituti paritari.”

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