Serve una scuola che forma, non una riforma della scuola. Lettera

di redazione
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Inviato da Mario Bocola – Si è parlato in questi anni di “Buona Scuola”, della legge 107/2015, si sono avanzate proposte mirabolanti, si fanno e si continuano a fare progetti, si canta, si balla, si recita, di tutto di più si fa fuorché formare e preparare seriamente i ragazzi ad affrontare le vere sfide della vita.

Se qualcuno si chiedesse cos’è la scuola, la risposta è: una grande giostra, o meglio un circo equestre in pianta stabile.

Gli insegnanti stanno perdendo la loro fondamentale funzione formativa e coeducativa e stanno vestendo i panni dei giostrai che invitano i ragazzi a salire su questa grande giostra dove il divertimento è assicurato, cioè i docenti staccano i biglietti per invitare gli alunni a prendere posto su questa giostra.

Ci ritorna in mente il paese dei balocchi di collodiana memoria che vedeva Pinocchio immerso beatamente nei divertimenti.

Nella scuola post gentiliana dove le varie riforme hanno riformato l’irriformabile senza cambiare strutturalmente il sistema la scuola sarà sempre considerata la “cenerentola” della società, istituzione in cui la meglio la avranno gli alunni spalleggiati dai genitori e i perdenti saranno solo i docenti stritolati nei tritacarne dei dirigenti scolastici e dei genitori.

Nella scuola di oggi non si riesce più a fare una lezione seria e professionale: chi ride, chi scherza, non si può fare un discorso vero, bisogna sempre interrompere la lezione perché qualcuno deve trovare sempre il momento per creare una situazione di disturbo.

Insomma una giornata di lezione serena e tranquilla con alunni attenti, silenziosi, interessati all’argomento che l’insegnante sta affrontando non è più possibile. Sembra ormai che fare una lezione professionale sia un remoto ricordo che appartiene ad un sistema scolastico morto e sepolto per sempre.

Tutto ormai è diventato vacuo, evanescente, relativo, appariscente (basta che mi metto in mostra) senza tenere conto che la sostanza vera della scuola non è quella di apparire ma di essere, cioè di fare il proprio dovere tenendo di mira la formazione umana e intellettuale degli alunni. Quella cioè di insegnare le abilità di base, si sapersi muovere nel mondo, di dare loro le conoscenze essenziali per affrontare adeguatamente un percorso universitario e poi trovare il lavoro giusto per le proprie aspirazione.

La girandola delle riforme non ha fatto altro che svuotare la scuola dei suoi contenuti essenziali, facendo restare in piedi solo il carapace, cioè l’esoscheletro con un contenuto privo di sostanza. Abbiamo deformato, ucciso, vilipeso, annientato l’istruzione nel nostro Paese di questo dobbiamo vergognarci di fronte all’Europa e ai sistemi degli altri Paesi del Vecchio Continente se i nostri ragazzi escono impreparati. La scuola vera è quella che forma il cittadino non quella che fa solo progetti.

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