Serve un piano nazionale fondato su “Nessuno resti indietro”. Lettera

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inviata da Lorenzo Picunio  – Un piano nazionale fondato su “Nessuno resti indietro” per sostenere i bisogni di coloro che per motivi economici o culturali sono stati tagliati fuori dalla didattica a distanza del periodo di lockdown.

SUPERARE QUEL “VULNUS” DI CONOSCENZA E PARTECIPAZIONE CHE SECONDO ALCUNI DATI DIFFUSI HA TOCCATO IL 20% DEGLI ALUNNI.
Le scuole per la loro parte, dentro o anche fuori dell’orario delle lezioni, con utilizzo temporaneo di supplenti, anche in un rapporto di collaborazione o scambio con i docenti di classe; i comuni e le associazioni di volontariato con attività di piccolo gruppo, coordinate dalle dirigenze scolastiche, anche in questo caso con un proficuo rapporto di scambio; le famiglie degli altri alunni,
incoraggiate ad “adottare” i ragazzi e bambini meno fortunati.
E ancora esercitazioni con l’uso degli strumenti informatici, un capitale di schede per l’apprendimento della lingua, schedari, biblioteca e supporti multimediali per le materie di studio.
Ma soprattutto l’attenzione e l’affetto di tutta la comunità verso chi ha una maggiore necessità di essere sostenuto. Si tratta in fin dei conti di applicare la convenzione internazionale sui diritti dei minori e gli articoli 3 e 34 della Costituzione.

 

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