Serra (M5S): riforme molta forma e poca sostanza?

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inviato da Manuela Serra M5S Senato – Come ogni anno, a settembre, a scuola ci sono i primi collegi di circolo o di istituto. Si tratta di momenti importanti ed intensi dai quali originano percorsi didattici ed educativi, i quali, si spera, saranno i più coerenti possibili con l’età e con le necessità educative e pedagogiche degli alunni.

inviato da Manuela Serra M5S Senato – Come ogni anno, a settembre, a scuola ci sono i primi collegi di circolo o di istituto. Si tratta di momenti importanti ed intensi dai quali originano percorsi didattici ed educativi, i quali, si spera, saranno i più coerenti possibili con l’età e con le necessità educative e pedagogiche degli alunni.

Un momento fondamentale per la qualità della formazione. Il ruolo della scuola e della didattica in essa adottata è quello di dare all’alunno i mezzi per comprendere la differenza tra la storia e la geografia, tra la lezione convenzionale e il tempo ludico, tra la vita reale e la finzione.

Anche quest’anno, come ogni nuovo anno, la politica e i suoi ministri, puntualmente, annunciano delle riforme per la scuola che, ancora una volta, parrebbero prive di consistenza. La nostra scuola continua ad essere nella realtà precaria, deficitaria nei percorsi d’integrazione, nell’offerta di strutture adeguate, una scuola, in buona sostanza, in parte assente. Lo è non solo nei processi formativi, in alcuni casi chiudono gli edifici scolastici e le risposte che vengano date le conosciamo bene: mancano i fondi.

Gli annunci sono sempre gli stessi, come il taglio al precariato e le assunzioni definitive che darebbero ossigeno e dignità all’istituzione più importante di un paese democratico. Tuttavia, dietro questi slanci di stile, siamo abituati a vedere poca sostanza e molta forma. Annunci che contengono spesso termini e parole utili per le pagine di un giornale, per una seconda pagina, per un trafiletto, nulla di fondamentale insomma,  la scuola è un termine che piace, ma non appassiona veramente.

Intanto la ministra Giannini non è stata invitata a partecipare al vertice sulla scuola, è stata irritualmente ignorata dal Capo del governo che convoca una riunione sul tema dei precari senza invitarla. Il Presidente del Consiglio, con arte divinatoria, annuncia l’assunzione di centomila precari, senza dire, però, con quali soldi ciò avverrà. Se fosse vero ci sarebbe da gioire, tuttavia, non si comprende come mai non ci sono i soldi per mandare in pensione circa quattromila persone, c.d. Quota 96, e, invece, ci sono i soldi per assumere; ciò resta un mistero o forse è solo l’ennesima farsa.

Ai docenti, ai genitori, agli alunni e, in generale, a chi vive la scuola questi annunci appaiono solo come un rimbalzo di responsabilità, come giochi senza senso, essenzialmente gratuiti e di cattivo gusto. La scuola, con i suoi percorsi didattici ed educativi, non può essere solo appannaggio di alcuni, ma deve essere un diritto per tutti, un diritto che non è solo di fredda formazione, ma di crescita, di conoscenza, di socialità, con lo scopo di creare i cittadini del domani. Per questo è nata la scuola statale, non si può trattare, dunque, con sufficienza il tema dell’istruzione.

La scuola è la nostra vita e quella delle future generazioni!

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