Serafini (Snals): “Preoccupazione per la gestione del PNRR, le scuole rischiano di essere travolte dalla burocrazia”

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“Le prime misure attuative della Missione Istruzione del PNRR prevedono sostanziosi finanziamenti alle istituzioni scolastiche, decisi tra l’altro verticisticamente con parametri non sempre equi e condivisibili”.

Inizia così una nota del segretario generale dello Snals, Elvira Serafini.

“L’attuazione dei programmi di spesa investono sia la qualità del sistema di istruzione con interventi rivolti al contrasto della dispersione sia l’accelerazione della transizione digitale con la creazione di ambienti didattici evoluti ed innovativi. Le procedure operative introdotte con tali misure prevedono un impegno straordinario del personale della scuola ed in particolare di quello tecnico ed amministrativo, già gravato, come sottolineato più volte dallo Snals Confsal, dalle nuove regole per l’immissione e la conferma in ruolo, la formazione selettiva e la disciplina premiale introdotte con il DL 36/22”.

“Lo Snals Confsal esprime profonda preoccupazione per le modalità con le quali viene gestita l’attuazione del PNRR nella scuola, sotto la guida di una nuova struttura, una vera e propria Unità di missione, la cui azione può comportare notevoli rischi di centralizzazione e burocratizzazione dei processi. Le scuole rischiano di essere soffocate da input continui e controlli estenuanti per adempimenti formali e distanti dai connotati democratici che dovrebbero caratterizzare l’agire delle scuole autonome. La comunità scolastica non può ridursi a servente operativa di indicazioni, decisioni, indirizzi calati dall’alto senza alcun riferimento ai contesti reali”.

“In tale quadro, già di per sé abbastanza critico, l’insufficienza del personale docente e ata può determinare il collasso delle scuole. Non riusciamo ad immaginare come gli attuali organici del personale ata possano essere sufficienti a gestire tutti gli aspetti amministrativi e tecnici connessi all’impiego dei notevoli fondi stanziati. Si rischia di non riuscire a spendere le risorse già erogate con grave pregiudizio per i conti e l’immagine del nostro Paese in Europa e nel mondo. A ciò si aggiunga l’incertezza legata all’assenza di un protocollo di sicurezza per la ripresa delle lezioni,  considerato che nulla è stato fatto per dotare le scuole di un sistema adeguato di aerazione che sicuramente sarebbe  stato molto importante di fronte ad una eventuale nuova emergenza sanitaria. Occorre ristabilire un corretto quadro di relazioni sindacali a tutti livelli per garantire condivisione e partecipazione nelle scelte che investono il nostro futuro”.

“Le risorse del PNRR devono servire non solo ad acquisire tecnologie e a sostenere processi formativi, tra l’altro selettivi e discriminatori, ma soprattutto a rinnovare un contratto scaduto da quattro anni, valorizzando tutto il personale, e a ridefinire i criteri per la determinazione degli organici”.

“Senza risposte a queste esigenze il PNRR sarà l’ennesima occasione mancata per un miglioramento reale della qualità della scuola e la crescita personale dei nostri studenti”.

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