Sequenza di contratti a termine: il Ministero deve risarcire i danni

di Lalla
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rete legale Anief – Proseguono le condanne nei confronti del Miur da parte dei giudici del lavoro con annessi risarcimenti danni in favore dei ricorrenti precari. Le ultime 5 sentenze del Tribunale di Reggio Emilia che ha disposto, tra l’altro, un risarcimento del danno per complessivi 70.000 euro.

rete legale Anief – Proseguono le condanne nei confronti del Miur da parte dei giudici del lavoro con annessi risarcimenti danni in favore dei ricorrenti precari. Le ultime 5 sentenze del Tribunale di Reggio Emilia che ha disposto, tra l’altro, un risarcimento del danno per complessivi 70.000 euro.

Le ultime sentenze provengono dal Dott. Gnani della Sezione Lavoro del Tribunale di Reggio Emilia, ottenute dagli Avv. Irene Lo Bue del Foro di Parma e Fortunato Niro del Foro di Larino (CB) entrambi della rete legali ANIEF.

In tutte le sentenze ha dichiarato l’illegittima sequenza dei contratti a termine stipulati dal ricorrente con il Miur condannando l’amministrazione resistente al pagamento di un’indennità per ogni lavoratore tra gli 8 e 9 mensilità per l’abuso dei contratti a termine.

Nel contempo il Dott. Gnani, ha accolto anche le ulteriore richieste formulate dai detti professionisti che nei loro ricorsi richiedevano il riconoscimento della progressione stipendiale maturata per il periodo di precariato nella misura di 1.300,00 euro per ricorrente, ed ha esteso la durata dei contratti i contratti stipulati con i docenti precari dal 30 giugno al 31 agosto sia ai fini giuridici ed economici condannando, ovviamente alle spese il Ministero resistente.

Pur soddisfatti per il risultato ottenuto, gli Avv.ti della rete ANIEF sono comunque intenzionati a sollevare la questione innanzi alla Corte di Giustizia Europea al fine di ottenere una pronuncia su questioni già sollevate all’interno dei ricorsi da loro patrocinati ovvero sulla clausola 5 dell’Accordo Quadro recepito dalla Direttiva 1999/70/CE ed sul principio di uguaglianza e non discriminazione di cui alla clausola 4 dello stesso Accordo nonché sull’art. 2 della Direttiva 1999/70/CE.

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