Senza libri di testo “certificati” non si può fare scuola: la protesta dei promotori editorali

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L’Anarpe, l’associazione tesa a valorizzare l’esigenza di tutelare la professionalità dell’operatore editoriale, che racchiude la quasi totalità degli addetti (circa 5000 famiglie), si rivolge ai dirigenti scolastici, in merito alle modalità operative per l’adozione dei libri di testo.

In una nota, l’associazione specifica che “il ruolo di servizio e assistenza normalmente rivolto ai docenti e alle istituzioni scolastiche, con l’emergenza Covid-19, è stato esteso anche alle singole famiglie italiane”.

“Il “libro di testo” tradizionalmente inteso si è trasformato in un progetto evoluto di apprendimento composto da: carta, digitale, materiali didattici per docenti e discenti. I servizi garantiti alle istituzioni scolastiche dagli associati ANARPE risultano “necessari” per una libera e consapevole scelta del libro di testo da parte dei singoli docenti e per la fruizione dei contenuti certificati dagli Editori da parte degli studenti”, si legge ancora.

“L’Antitrust, per la prima volta, ha prodotto nel 2020 un documento per la salvaguardia della scelta dei manuali da parte dei docenti e per la libera concorrenza tra Editori, citando più volte il servizio informativo svolto dagli operatori ANARPE. È evidente che i contenuti certificati prodotti dagli Editori sono stati messi gratuitamente a disposizione di scuole e famiglie esclusivamente grazie al nostro lavoro, anche se l’opinione pubblica si è concentrata solo sulle piattaforme online. Riteniamo che senza contenuti certificati non si possa fare “Scuola”, conclude.

 

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