Senza i precari la scuola si ferma. Faremo sentire la nostra voce. Lettera

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Inviato da Maria Luce Bianco – Un risparmio di poco più di 2 milioni all’anno sta mettendo a rischio la normale prosecuzione delle attività didattiche.

A pochi mesi dalla fine della pandemia il nostro organico ATA e docenti che è stato fondamentale per affrontare l’emergenza pandemica come nella sanità, nonché strutturale per colmare i tagli che si susseguono dal 2008, ora è a casa senza lavoro e senza alcun tipo di sussidio.

Usati e buttati via, certo ci vorrebbe una medaglia al valore civile ma noi ci accontenteremmo solo del nostro lavoro.

Già per risparmiare poco più di 2 milioni di euro l’anno il governo mette a rischio la sicurezza dei nostri minori, si perché se manca il personale chi controlla che in bagno non si facciano male o che dal plesso scolastico non si allontani nessuno, come purtroppo successo ad Avellino e in altri paesi di recente?

Eppure il governo Meloni prometteva mari e monti per la scuola e anche per la nostra causa con tanto di locandine accattivanti.

Vogliamo un confronto ora altrimenti continueremo ad invadere le piazze d’Italia come stiamo già facendo.

Siamo la voce del precariato.

Senza i precari la scuola si ferma e certo non vogliamo fare questa brutta figura in vista degli obiettivi del Pnrr che dovrebbero aiutare il governo in queste questioni.

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