Senza i diplomati in Graduatoria ad Esaurimento meno immissioni in ruolo

di redazione
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comunicato CUB – Oggi si è tenuto  un incontro tra la CUB Scuola, il Coordinamento Diplomati Torino e l’Ufficio Scolastico Regionale rappresentato da Dottor Giuseppe Bordonaro.

Nel lungo incontro durato due ore sono state poste questioni sulla situazione delle maestre diplomate magistrali sia quelle in ruolo grazie a un ricorso che quelle che aspirano al ruolo e sono ancora nelle graduatorie ad esaurimento (GAE).

In sintesi si è appreso che:

  • nel caso di retrocessione in seconda fascia, e quindi alla condizione precaria, delle colleghe in ruolo il punteggio maturato durante il periodo di ruolo non verrà calcolato poiché conseguito in una collocazione non dovuta con il conseguente gravissimo danno ulteriore;
  • se le cause delle colleghe  che hanno fatto ricorso per ottenere l’immissione nelle gradutorie ad esaurimento dovessero avere merito negativo, la Regione Piemonte non avrebbe più tutto il personale sufficiente per le immissioni in ruolo necessarie a coprire il fabbisogno.

Gli unici che avrebbero diritto all’assunzione sarebbero 342 colleghi della scuola dell’infanzia attualmente nelle GAE e 500 idonei del concorso 2016 che, come si è detto, non sarebbero sufficienti a coprire i posti di ruolo disponibili.

I posti di diritto non assegnati verrebbero quindi persi e dati come organico di fatto ai precari di 2 fascia sempre diplomati magistrali ( in larga parte i licenziati a causa del parere dell’Adunanza Plenaria) ricostruzioni dì carriera bloccate: abbiamo richiesto una circolare che ricordi alle scuole la necessità di provvedere alla ricostruzione anche per i colleghi di ruolo soggetti a ricorso.

Si sta infatti verificando una situazione nella quale alcune scuole perfezionano la pratica e altre no.

E’, inoltre, evidente che, con la retrocessione alla seconda fascia di stituto dei diplomati magistrali ora in ruolo o in GAE e posizione utile per l’immissione in ruolo,  si produrrebbe un danno enorme alla continuità didattica nonché alla creazione di posti di lavoro stabili

Questa situazione avrebbe solo un beneficiario: il Ministero dell’Economia e della Finanza che potrebbe risparmiare gli scatti di anzianità e due mesi di stipendio l’anno per ogni maestra oggi di ruolo che tornasse ad essere precaria.

La CUB Scuola ritiene di conseguenza che non sia rinviabile una soluzione mediante un  decreto legge urgente che tenga conto delle differenti situazioni dei docenti già di ruolo e e di quelli in GAE con diploma e continua ad opporsi alla farsa del “concorso riservato” proposta dalla controparte e, a questo fine, ribadisce lo sciopero del 23 maggio.

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