Il sentiero stretto degli aumenti stipendiali: ci aspettiamo risorse aggiuntive per gli insegnanti. Lettera

di redazione
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Biagio Biancardi RSU UIL scuola NAPOLI – Il governo ha stanziato 440 euro per il rinnovo contrattuale dei DS.

Ci fa piacere che essi abbiano questo riconoscimento professionale, ma il personale docente ed ata svolge una funzione altrettanto importante ed anch’esso deve avere quella che già papa Leone XIII nell’enciclica del 1891 <<Rerum novarum>> chiamava “giusta mercede”.

Un rinnovo contrattuale dignitoso ed adeguato avrebbe la funzione di motivare un personale scolastico che ormai vive alle soglie dell’indigenza. Il 9 novembre i sindacati avranno il primo incontro con l’Aran per avviare la trattativa che deve portare alla firma del nuovo contratto.

Ci aspettiamo risorse aggiuntive rispetto a quelle frutto dell’accordo di palazzo Vidoni del 30 novembre 2016, che sanciva il principio che il rinnovo contrattuale non poteva essere bloccato “sine die” (vi era stata una sentenza della Corte Costituzionale) ed il ripristino di condizioni di agibilità per un confronto governo/sindacati -che in precedenza era saltato- per una impostazione dirigista ed autocratica del Miur; recuperando la supremazia del contratto pattizio sulla legge. Un risultato positivo. Il primo scalino per capovolgere metodologie e rapporti di forza nella PA.

Le risorse stanziate erano limitate: 85 euro in media per il triennio 2016-18, ma erano le sole disponibili al momento. Oggi con l’economia in ripresa e una situazione migliore della finanza pubblica si possono acquisire risorse aggiuntive. L’obiettivo deve essere il recupero del potere d’acquisto dei salari perso in 10 anni di blocco contrattuale. Quindi una trattava difficile, ma non impossibile specie se -come crediamo- il governo voglia recuperare il rapporto con la scuola compromesso più che dal premier Renzi, dai pasdaran del suo partito: Puglisi e Faraone adesso scomparsi fortunatamente dai radar.

Il Nord Europa è uscito dalla crisi economica e della stagnazione investendo in: Scuola, Formazione, Università, Ricerca, Cultura. Il Pil non aumenta con i tagli o affamando le famiglie, ma rispettando l’art. 36 della Costituzione Quindi siamo in attesa che il ministro Fedeli -che viene dal mondo sindacale- dia segnali positivi in tal senso.

I sindacati propongono un nuovo modello di scuola agli antipodi del Decr. Leg. 150/2009 c.d. legge Brunetta e L. 107/2015 c.d. Buona Scuola che hanno teorizzato un modello verticistico, autoritario, di tipo aziendalistico/fordista. Invece le OO.SS. rappresentative del mondo scuola (FLC, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA E SNALS) ad esso contrappongono un modello inclusivo, democratico e partecipativo che guarda a Don Milani il Priore di Barbiana, che verrà ricordato nel cinquantenario della morte a Roma il 18 Novembre in una grande manifestazione unitaria.

Se ciò non avverrà si darà forza ai tanti che investono nel <<tanto peggio, tanto meglio>> e propongono soluzioni protestatarie e velleitarie facendo poi, in rete scomposte campagne antisindacali che possono solo favorire gli elementi più conservatori ed oltranzisti del governo.

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