Sentenza risarcimento a docenti precari. MIUR ricorrerà in appello, rischio default da 4miliardi

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red – Continua la politica procastinatrice e attendista del Ministero, un modo come un altro per non affrontare i problemi. Dopo il pasticcio delle code si prospetta un disastro. L’unica soluzione sono le immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti.

red – Continua la politica procastinatrice e attendista del Ministero, un modo come un altro per non affrontare i problemi. Dopo il pasticcio delle code si prospetta un disastro. L’unica soluzione sono le immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti.

La senteza del tribunale di Genova non sarà che la prima delle sentenze che rischia di mettere in ginocchio il Ministero, far saltare dai gangheri Tremonti, annullare gli effetti della "razionalizzazione" e pesare sui conti pubblici.

La causa è la mancata assunzione per i precari che hanno avuto reiterato il contratto per tre anni, in violazione di una direttiva comunitaria. Una violazione che potrebbe costare circa 4miliardi di euro se le prossime sentenze confermeranno quanto assegnato ad un gruppo di ricorrenti precari seguiti dalla UIL.

Infatti, i 15 precari ricorrenti che hanno ottenuto soddisfazione dal tribunale di Genova hanno visto riconoscersi un danno di 30mila euro a testa, corrispondenti a 15 mensilità con arretrati, dal momento che è stato riconosciuto gli stessi diritti economici del personale di ruolo.

Quanti sono i precari interessati? Tanti, 140mila. Fate voi due conti. Forse il Ministro dovrebbe ricredersi quando afferma che dalla scuola non è stato licenziato nessuno; non solo ciò non è vero, ma non si poteva farlo per più di tre volte.

Il MIUR, intanto, per voce del Dirigente Chiappetta, dichiara dalle pagine del Sole24Ore che l’intenzione è di ricorrere in appello, forse uno "stratagemma" per prendere tempo al fine di elaborare una soluzione normativa. Staremo a vedere.

Le soluzioni migliori ci paiono invece quelle fino ad ora suggerite dai sindacati, dalla UIL stessa che insiste nel proporre immissioni in ruolo sui posti vacanti in organico di diritto e organico funzionale e contratti pluriennali;

E della CISL che rinnova per l’ennesima volta al ministro e al Governo l’invito a coprire con personale di ruolo tutti i posti vacanti e disponibili.

L’unica soluzione sono le immissioni in ruolo.

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