Sentenza precariato. Italia a rischio default?

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Questa sembra essere la preoccupazione degli italiani non direttamente coinvolti dal ricorso per la trasformazione degli incarici a tempo determinato in ruolo, all'annuncio della sentenza di Strasburgo sul precariato.

Questa sembra essere la preoccupazione degli italiani non direttamente coinvolti dal ricorso per la trasformazione degli incarici a tempo determinato in ruolo, all'annuncio della sentenza di Strasburgo sul precariato.

E di questa preoccupazione si è forse fatto portavoce Tiberio Timperi, giornalista conduttore di una nota trasmissione televisiva della domenica mattina su RaiUno nel commentare la sentenza.

Sentenza che naturalmente dispiegherà i suoi effetti solo nel corso degli anni a venire e di cui oggi solo in parte è possibile ancora cogliere la portata storica, anche perchè non poche le voci che vorrebbero ridimensionarne gli effetti per tutto il pubblico impiego, in cui il contratto a tempo determinato è stato usato come misura standard di impiego per parecchi anni. Se non altro, da questo momento in poi, con l'assunzione a tempo determinato, lo Stato assume una precisa responsabilità con il lavoratore.

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Al pregresso invece penseranno i tribunali, in particolare per la scuola, direttamente chiamata in causa dalla sentenza (personale docente e ATA).

Nella trasmissione si accennava al fatto che i potenziali beneficiari dell'applicazione della sentenza potrebbero essere 250.000 unità di personale della scuola (da cui la preoccuazione del conduttore).

In realtà, come ha spiegato il Prof. Pacifico del sindacato Anief, in collegamento Skype, e gli ospiti presenti in studio, il Ministero ha già previsto ne La Buona Scuola l'assunzione a tempo indeterminato, dal 1° settembre 2015, di 150.000 docenti inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento e del concorso 2012 (indipendentemente dai requisiti previsti dalla sentenza) ed essa è stata già finanziata nella Legge di Stabilità 2015 con lo stanziamento finanziario apposito.

Ci sarebbero invece altre probabili 100.000 situazioni, da sottoporre al vaglio dei giudici, e non saranno certo queste a mandare l'Italia in default, anche perchè nel frattempo deve proseguire l'iter regolare di reclutamento, con l'indizione del concorso per insegnanti 2015, che dovrebbe portare in cattedra altri 40.000 neoassunti.

Quindi, da un lato le conseguenze della sentenza erano già state previste dal Ministero (lo ammette a pag. 36 del documento La Buona Scuola), dall'altro potranno esserci ulteriori esborsi derivanti dalla richiesta di riconoscimento degli scatti di anzianità o di ricostruzione carriera integrale. Ma non stiamo parlando di default.

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