Sentenza europea precariato. ATA 63enne immessa in ruolo dal Giudice

di Lalla
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Il Tribunale di Locri, in funzione di Giudice del Lavoro, dr. Luciano d'Agostino, ha accolto la domanda di stabilizzazione avanzata da un'assistente amministrativa, personale ATA, dipendente precaria del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Il Tribunale di Locri, in funzione di Giudice del Lavoro, dr. Luciano d'Agostino, ha accolto la domanda di stabilizzazione avanzata da un'assistente amministrativa, personale ATA, dipendente precaria del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

La sentenza del Tribunale di Locri (n. 808/15) è immediatamente successiva alla pronuncia del Tribunale di Napoli, autore del rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE, e, in pieno accoglimento del ricorso, presentato nel 2011, riconosce che tra la lavoratrice 63enne ed il M.I.U.R. sussiste un rapporto di lavoro a tempo indeterminato a far data dal 1 settembre 2009.

La causa è stata patrocinata dall'avv. Domenico Sergio Ammendolea, del foro di Locri, legale dell'A.N.P.A. (Associazione Nazionale Personale Ata), il cui riferimento provinciale è il dr. Vincenzo De Maria.

"Quella del Giudice del Lavoro di Locri – commenta l'Avvocato – è una decisione coraggiosa ed importantissima, in quanto praticamente tutti i Tribunali si sono orientati nel senso di riconoscere ai precari esclusivamente un risarcimento danni."

"Coraggiosa perché il G.L. ha ritenuto che l'art. 97 della Costituzione, che contiene il principio secondo cui alla pubblica amministrazione si può accedere solo tramite concorso, nel caso di specie debba cedere il passo ai principi sanciti dalla direttiva 99/70/CE, che ha recepito l'Accordo Quadro comunitario, sul lavoro a termine."

Si legge nella sentenza che l'art. 97 Cost. non è inderogabile, in quanto lascia aperte delle deroghe, seppur legislativamente disposte. Insomma, il Giudice del Lavoro, dr. Luciano d'Agostino, ha ritenuto che l'unica tutela “efficace”, “energica” e “dissuasiva” (parametri richiesti dalla Corte di Giustizia UE) sia quella specifica, ossia quella di riconoscere che tra la ricorrente ed il Ministero dell'Istruzione è sorto ex lege un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, a causa del superamento dei 36 mesi di servizio prestati dalla lavoratrice (ex art. 5, comma 4-bis, d.lgs. n. 368/2001).

Il Tribunale ha deciso di non attendere la pronuncia della Corte Costituzionale, ritenendo che la materia possa essere decisa sulla base dei principi forniti dalla Corte di Giustizia UE.

La decisione annuncia l'arrivo di una piogga di sentenze da parte del Tribunale di Locri, al quale si sono rivolti moltissimi, tra docenti e personale ATA.

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