Sentenza del Consiglio di Stato: il Crocifisso nelle aule deve rimanere

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Il Consiglio di Stato, con un’articolata sentenza, ha respinto  il  ricorso di una cittadina di origini finlandesi che chiedeva che il crocifisso fosse rimosso dalla scuola media frequentata dai figli in provincia di Padova.

Il Consiglio di Stato, con un’articolata sentenza, ha respinto  il  ricorso di una cittadina di origini finlandesi che chiedeva che il crocifisso fosse rimosso dalla scuola media frequentata dai figli in provincia di Padova.

La sentenza ha stabilito che il crocifisso non va rimosso perché "è un simbolo idoneo a esprimere l’elevato fondamento dei valori civili(tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti eccetera) che hanno un’origine religiosa, ma che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato".

La vicenda risale al 2002: la donna si è rivolta ai giudici del TAR del Veneto, che hanno sollevato la questione di costituzionalità, che la Corte ha però respinto.

Nel 2005 il TAR dà torto alla ricorrente, nel 2006 il Consiglio di Stato conferma la decisione del TAR Veneto.

Nel 2007 la signora Lautsi, questo il nome della donna, si è rivolta alla Corte Europea dei Diritti Umani, che le ha dato ragione, ribaltando la sentenza italiana, e costringendo l'Italia ad un risarcimento di 5.000 euro per danni morali alla ricorrente.

Il Governo italiano ha presentato ricorso nel gennaio scorso e la questione dovrà essere definita nelle prossime settimane dalla Corte Europea dei Diritti Umani.

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