Sentenza Corte Costituzionale, Feder.Ata: assunzione ATA con oltre 36 mesi servizio, no a risarcimenti

di redazione
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La Feder.Ata è intervenuta sul dibattito innescato dal comunicato della Corte Costituzionale, in attesa della sentenza sull’abuso dei contratti a termine del personale precario. 

La Feder.Ata è intervenuta sul dibattito innescato dal comunicato della Corte Costituzionale, in attesa della sentenza sull’abuso dei contratti a termine del personale precario. 

Come è noto, la Corte ha dichiarato “ l’illegittimità costituzionale della normativa relativamente alle supplenze del personale Docente ed ATA, nella parte in cui si autorizza, in violazione della normativa comunitaria, il rinnovo potenzialmente illimitato dei contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti disponibili di personale Docente ed ATA, senza che ragioni obiettive lo giustifichino”.

Riguardo al personale docente, il Giudice delle leggi ha sostenuto che la Buona Scuola, con il conseguente piano straordinario di immissioni in ruolo, costituisce la misura riparatoria posta in essere dal legislatore, mentre tale misura per il personale ATA è stata individuata nel risarcimento per la mancata assunzione.

E' proprio quest'ultimo aspetto che viene fortemente contestato dalla Feder.Ata che vede perpetuarsi la disparità di trattamento tra docenti e ATA. "Noi non abbiamo bisogno di “contentini” – leggiamo nel comunicato inviato in redazione. La Feder.Ata ritiene, invece, corretto e giusto che si proceda all'immissione in ruolo di tutti i precari ATA, che hanno svolto più di 36 mesi di servizio.

Altra preoccupazione espressa dalla Feder.Ata riguarda il divieto di conferire supplenze su posti vacanti e disponibili a personale che abbia già svolto 36 mesi di servizio. Queste le parole pronunciate al riguardo: "Temiamo tutti le conseguenze dell’art. 131 della ormai “disastrosa e massacrante per noi ATA” Buona Scuola del Governo Renzi che recita:

“A decorrere dal 1º settembre 2016, i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per la copertura di posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi”.

La Feder.Ata conclude il suo intervento con un'altra critica alla Riforma del Governo Renzi: "Sappiamo tutti che la legge n.107/2015 sulla “Buona Scuola“ non ha risolto nessuno dei problemi dei nostri colleghi ATA precari, anzi li ha aggravati creando situazioni di grande disagio lavorativo".

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