Sentenza contro Preside collocata a riposo d’ufficio dal MIUR

di Patrizia Del Pidio
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Arriva la sentenza del Tribunale di Vibo Valentia in un ricorso che una dirigente scolastica di un Istituzione della stessa città aveva intentato nei confronti del MIUR e dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria.

Arriva la sentenza del Tribunale di Vibo Valentia in un ricorso che una dirigente scolastica di un Istituzione della stessa città aveva intentato nei confronti del MIUR e dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria.

La dirigente, collocata a riposo d’ufficio perché secondo le istituzioni aveva maturato i requisiti necessari alla data del 31-08-2014 chiedeva la sospensione del provvedimento per proseguire il rapporto di lavoro rimanendo in servizio nella sede, motivando tale richiesta con la violazione dell’art.24 del decreto legge 201/2011 e sostenendo l’assenza sia del requisito contributivo sia dell’anzianità massima ma anche la violazione degli obblighi assunti contrattualmente con il conferimento dell’incarico.

Il MIUR costituitosi in giudizio aveva chiesto il rigetto del ricorso per la mancanza di sussistenza di tutti i presupposti e adducendo la piena legittimità del proprio operato.

 

Il Tribunale fa notare che la domanda della preside non può essere accolta perché il provvedimento a riposo non è stato eseguito senza motivazione poiché nella Circolare 2855 del 23.12.2013 del D.M. 1058 si afferma chiaramente che c’è l’obbligo di collocare a riposo d’ufficio il personale che alla data del 31.12.2011 abbia maturato i requisiti per l’accesso al pensionamento vigente per anzianità contributiva, per età o per quota prima del d.l. 201/2011.

 

Il Tribunale, ovviamente da una spiegazione comma per comma della decisione presa, sia sul pensionamento, sia sul tipo di regime in cui il pensionamento deve avvenire, dimostrando che in ogni caso la ricorrente ha torto nel volere negare che il suo pensionamento d’ufficio sia stato effettuato nel rispetto della normativa vigente.

 

In ogni caso si cita anche l’art. 4 del d.P.R. n. 1092 del 1973 che dispone che i dipendenti statali di ruolo e non di ruolo devono essere collocati a riposo al compimento del sessantacinquesimo anno di età, proprio per voler alla fine fugare ogni residuo dubbio. Disposizione ribadite anche dal Consiglio di Stato nel 1999.

 

> Per queste motivazioni il Tribunale ha rigettato il ricorso stabilendo che i trattamenti di servizio della dirigente in questione siano fatti salvi fino alla data del 31.08.2014.

 

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