Sentenza CGA su diritto al sostegno, le conseguenze: potrebbe ricadere tutto sulle famiglie

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E' l'allarme lanciato dalla FISH a seguito della sentenza sul diritto al sostegno emanata dalla Corte costituzionale siciliana. Presentati appelli avverso ricorso al Tar, la fine di un'era?

E' l'allarme lanciato dalla FISH a seguito della sentenza sul diritto al sostegno emanata dalla Corte costituzionale siciliana. Presentati appelli avverso ricorso al Tar, la fine di un'era?

Ricordiamo che il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) della Regione Siciliana ha negato il diritto all'aumento di ore del sostegno e al risarcimento danni ad una studentessa i cui genitori hanno ritenuto insufficienti le ore di sostegno assegnate.

La sentenza risale al 17 novembre scorso e ha ritenuto legittima la decurtazione delle ore a seguito della crisi economica e soprattutto ha negato il danno economico, poiché  la supplenza dei genitori avrebbe compensato il vuoto generato dalla ridotta copertura oraria del sostegno poiché il servizio offerto alla scuola può essere considerato solo come suppletivo rispetto a quello dei genitori che rimane, secondo i giudici, comunque un dovere primario nei confronti della figlia.

"Il che significa – afferma la FISH – che quello del sostegno scolastico paradossalmente è un compito della famiglia in cui lo Stato interviene in modo solo sussidiario. Quindi le famiglie potrebbero essere chiamate a farsene carico materialmente ed economicamente."

Una sentenza che aprirà probabilmente nuovi scenari. E difatti, l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo ha iniziato a notificare numerosi appelli avverso le sentenze del TAR Palermo con le quali già è stato riconosciuto il diritto all’integrazione delle ore di sostegno e al risarcimento del danno.

Potrebbe chiudersi un'era, quella del ricorso al Tar per avere il diritto al sostegno.

Basti pensare che negli ultimi anni più del 10% delle famiglie degli alunni della scuola primaria e il 7% di quelle della scuola secondaria di primo grado hanno presentato ricorso al Tribunale civile o al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), nel corso degli anni, per ottenere l’aumento delle ore.

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