Sentenza ATA, Miur condannato a risarcire 55mila a precario della scuola

di redazione
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Sentenza favorevole per una assistente amministrativa assunta attraverso contratti plurimi di Collaborazione Coordinata e Continuativa (co.co.co.).

Gli Gli Avvocati Chiara Samperisi e Annamaria Zarrelli del foro di Roma hanno ottenuto una sentenza a favore della precaria, con contratto  a tempo determinato nella stessa scuola da 17 anni

La ricorrente aveva ricorso contro il Miur per chiederne la condanna al risarcimento del danno e al pagamento delle differenze retributive e contributive spettantigli in ragione della situazione di insostenibile precariato, che la vedeva protagonista senza soluzione di continuità a far data dal 1° luglio 2001.

La ricorrente, infatti, da oltre 17 anni (e fino all’intervenuta stabilizzazione part-time) ha sempre svolto le medesime mansioni presso lo stesso Istituto, ragion per cui il Tribunale di Napoli Nord, con la sentenza del 23 novembre 2018, ha ritenuto non sussistenti le condizioni per giustificare la conclusione di molteplici contratti a termine e per questa ragione ha condannato il Miur a risarcire la ricorrente con una cifra pari a 24 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto ed a corrisponderle, le differenze retributive maturate in ragione dell’anzianità di servizio, oltre interessi, per un ammontare complessivo di circa 55mila euro.

Il tutto, ovviamente, oltre al riconoscimento degli scatti di anzianità.

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