Che senso ha spedire i docenti assunti con la Buona Scuola al nord e poi destinare le cattedre vuote al sud per le nuove immissioni in ruolo? Lettera

di redazione
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Simona Secondo – Non si capisce il perché si vuole costringere gli immessi in ruolo con la 107, i quali hanno fatto domanda per poter ottenere il tanto agognato ruolo ma non hanno scelto volontariamente una sede, a dover restare esiliati al nord. Gli alunni e le cattedre al Sud ci sono e sono quelle dove hanno sempre insegnato.

Che senso ha spedire questi al nord per poi successivamente trasformare le stesse cattedre e darle per nuove immissioni?

Le dichiarazioni di Sibau sono molto chiare, il disprezzo nei confronti dei docenti del Sud è evidentissimo, sostenendo che la preparazione dei “suoi” docenti è molto più elevata.

Bene, si tenesse i “suoi” e faccia in modo che tutti quelli del meridione immessi con la 107 (loro non hanno scelto una sede e al nord non vogliono proprio stare!) restino definitivamente nelle proprie terre.

Inoltre un invito alle amministrazioni del Sud a reagire e rimediare: migliaia di docenti sono stati strappati dalle proprie terre, a migliaia di alunni meridionali non verrà più garantita continuità didattica, migliaia di famiglie distrutte e le regioni saranno più povere perché i docenti si vedono costretti a riempire le “casse” del nord.

La 107 è diventata una “questione meridionale” ed ha solo creato un malcontento generale.

“Docenti del Sud furbetti e offrono offerta qualitativa sensibilmente più bassa”

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