Il Senato della Statale impone il numero chiuso agli studi umanistici

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LINK – Dopo l’interruzione di martedì scorso, il Senato Accademico della Statale, riunito in seduta blindata, ha approvato tra le proteste l’inserimento del numero chiuso nella Facoltà di Studi Umanistici.

 Con 18 voti favorevoli su 35 presenti il Senato Accademico ha avallato l’imposizione del Rettore Vago sulla Facoltà di Studi Umanistici, già espressasi contro il provvedimento. Al di là delle sbarre che blindavano la seduta centinaia di studenti e docenti hanno manifestato per un’università aperta a tutti e tutte; all’arrivo dei Senatore si sono distesi a terra davanti a loro: “non calpestate la volontà degli studenti”. Nei giorni scorsi la maggioranza dei docenti della Facoltà (150) aveva indirizzato al Senato una petizione che chiedeva di rispettare la volontà democraticamente espressa dalla comunità accademica. Nelle scorse settimane si erano susseguite lezioni in piazza di protesta, culminate nel presidio di martedì scorso, conclusosi con l’ingresso in Senato degli studenti e l’immediata sospensione della seduta da parte del Rettore.

 

“Noi siamo contrari al numero chiuso, non solo perché i test utilizzati per metterlo in atto risultano in ogni caso arbitrari – spiega Davide Quadrellaro, rappresentante nel Dipartimento di Filosofia per Link – Studenti Indipendenti Statale – ma soprattutto perché il numero chiuso è figlio di una logica che considera l’università un’istituzione per pochi privilegiati e, nel caso specifico, di una svalutazione delle discipline umanistiche.”

“La motivazione politica del provvedimento, così come la logica che vi sottostà, è stata chiarita dal fatto che il numero massimo di studenti imposto dal Senato è inferiore alla numerosità consentita dalla legge – continua Davide Quadrellaro – Crediamo inoltre che la battaglia di oggi  non riguardi solo il numero chiuso, ma chiami in causa il generale modo di procedere dell’attuale amministrazione. La decisione di disinvestire in queste aree disciplinari va infatti di pari passo col trasferimento delle facoltà scientifiche ad Expo, manovra che, se andasse in porto, comporterebbe una grossa spesa per l’Ateneo.”

“Studenti e docenti si riuniranno nuovamente in assemblea martedì prossimo alle 16.00 in Facoltà. La battaglia prosegue nella direzione di un’università aperta a tutti e tutte e che sia davvero in grado di svolgere il suo ruolo: la crescita collettiva della nostra società.”

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