Senato della Repubblica, intervento Anief al manifesto dell’autonomia didattica presentato dagli ex ministri Luigi Berlinguer e Valeria Fedeli

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Comunicato Anief – Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, è intervenuto, in diretta sulla Web Tv del Senato, all’interno dell’incontro su “Diritto all’istruzione e all’apprendimento permanente per una società e un’economia della conoscenza e il superamento di ogni disuguaglianza”: ha affermato che “bisogna mettere la paideia al centro del fine ultimo dell’educazione.

Educare è insegnare a pensare e a riconoscere la verità per ottenere la libertà e l’uguaglianza”. Tra le proposte di Anief anche “obbligo scolastico dai 3 ai 18 anni, insegnamento per moduli nella primaria, organici in base alle esigenze del territorio”.

Oggi, lunedì 8 marzo 2021, in diretta sulla Web Tv del Senato, dalla Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, su iniziativa della senatrice Valeria Fedeli ha avuto luogo l’incontro su “Diritto all’istruzione e all’apprendimento permanente per una società e un’economia della conoscenza e il superamento di ogni disuguaglianza”. Hanno introdotto Luigi Berlinguer e Valeria Fedeli. Alla prima tavola rotonda hanno partecipato: Arturo Marcello Allega, Franco Cambi, Domenica Di Sorbo, Mario Fierli, Andrea Gavosto, Roberto Maragliano, Paolo Orefice, Silvano Tagliagambe. Hanno coordinato Flavia Piccoli Nardelli e Filomena Rocca. Alla seconda tavola rotonda hanno preso parte: Francesco Sinopoli (Cgil), Maddalena Gissi (Cisl), Pino Turi (Uil), Rino Di Meglio (Gilda), Marcello Pacifico (Anief), Andrea Morniroli (Forum Disuguaglianze). Hanno coordinato Roberto Rampi e Filomena Rocca. In conclusione Gianna Fregonara, giornalista de Il Corriere della Sera, ha intervistato Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione.

Valeria Fedeli ha sottolineato l’importanza del diritto all’istruzione, Luigi Berlinguer ha ribadito come i diritti alla salute, all’istruzione e alla famiglia siano sanciti dalla Costituzione e come la ricerca scientifica non possa trascurare che discere è l’anima di questo equilibrio. Il ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, ha affermato che è indispensabile dare sostegno agli alunni, alle loro famiglie ed è necessario che vi siano le risorse per sorreggere la scuola: “la scuola deve essere un punto di riferimento, bisogna continuare con una formazione a distanza che venga vista come integrativa, per dare ai ragazzi la possibilità di apprendere. Ma dobbiamo pensare alla scuola come a un luogo più sicuro. Se tutti staremo insieme saremo vittoriosi: la scuola, che non si è fermata mai, deve far ripartire il Paese”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha affermato che “in questa pandemia è importante ricordare l’8 marzo per tutti i femminicidi che sono aumentati. È importante perché la nostra scuola è donna: nella scuola dell’infanzia e primaria il 95% degli insegnanti è donna, nella scuola secondaria il 75% e all’interno del personale Ata il 67%. È importante perché in Europa ancora oggi si parla di una direttiva comunitaria da aggiornare sulla parità di genere nelle retribuzioni. Il tema è il manifesto dell’autonomia didattica che mette al centro della nostra riflessione un concetto che la commissione europea porta avanti come primo obiettivo nel 2021, cioè l’accesso al diritto allo studio a partire dagli alunni della scuola dell’infanzia. Questo è molto importante perché in questo anno di pandemia il 5% delle famiglie italiane ha deciso di far rimanere a casa i propri i figli, nel percorso 0-6. Quel percorso che oggi deve essere innovato”.

Pacifico ha affermato che “è arrivato il momento di avviare una riflessione: anticipare l’obbligo scolastico, cominciamo ad aggredire questa nostra difficoltà rispetto all’Europa. Abbiamo 10 punti di percentuale di deficit nel percorso 0-6 per i nostri bambini. È lì che prendono corpo le prime disuguaglianze”.

“La lotta sul maestro unico – ha continuato il leader dell’Anief – è una lotta che ha riscontro nei dati ufficiali: quando avevamo gli insegnamenti per moduli gli apprendimenti dei nostri bambini erano al 5° posto al mondo, da quando abbiamo abbandonato questo insegnamento per moduli siamo al 35° posto al mondo. Quindi qualche riflessione sulla legge 169 del 2008 forse dovremmo farla”.

Per quanto riguarda l’autonomia, “significa sviluppo dei curricula – ha affermato Pacifico – ma anche dare il diritto allo studio fino al 18° anno d’età, fino alla fine della scuola secondaria, come aveva previsto il ministro Berlinguer. Abbiamo 3 milioni e mezzo di Neet: dobbiamo garantire il percorso permanente fino al diploma di scuola secondaria, dobbiamo potenziare il raccordo con imprese e università. Questo deve avvenire attraverso il Recovery plain: servono risorse certe che ci portino in dirittura di questo percorso subito. Se vogliamo aprire le scuole a settembre in sicurezza, non ci vogliono solo i banchi, ma gli spazi, la certezza del diritto allo studio, il recupero degli apprendimenti. Il problema della scuola italiana è strutturale. Dobbiamo iniziare a pensare di rimettere la paideia come fine stesso dell’educazione. L’educazione serve a insegnare a pensare, a riconoscere la verità. E la verità a cosa serve, ci insegna Platone? A combattere le diseguaglianze, a raggiungere la libertà. Spero che questa incontro sia l’inizio per mettere dei puntini sulla riscrittura di quel Recovery plain che ci permette di rilanciare il Paese”.

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