Sempre più studenti e docenti temono di essere contagiati e chiedono la Dad, Anief: è vero, perché stanno in classi piccole e insicure, quello dei non vaccinati è un falso problema

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Nelle scuole cresce la paura del contagio e la richiesta di fare la Dad: lo dicono le cronache di questi primi tormentati giorni di lezione in presenza dopo le festività natalizie.

“Del resto – ricorda Marcello Pacifico, presidente Anief -, i tantissimi casi di lavoratori e studenti costretti a rimanere a casa erano del tutto prevedibili se pensiamo alla curva dei contagi che è davvero molto alta. Il problema è che le scuole non sono ambienti sicuri dove potere stare per diverse ore al giorno: chiediamo di tornare tutti in dad e di stanziare le risorse necessarie per sdoppiare le classi e garantire il distanziamento degli studenti. Che senso ha limitare al 35% la presenza di individui negli spazi chiusi e consentire lezioni in presenza di 25 alunni in media in classi di 35 metri quadri? Una delle due è una scelta sbagliata: tertium non datur”, ha detto il sindacalista autonomo.

“Anche avere imposto il Super Green Pass tra i lavoratori della scuola si è dimostrato inutile – ha continuato Pacifico – e la verità è che le scuole non sono sicure perché il Governo ha ordinato di sospendere 6mila insegnanti e amministrativi non vaccinati, ma perché un milione e 300mila lavoratori e 8 milioni di studenti continuano a lavorare in classi affollate. La Dad da scelta necessaria per contenere il contagio negli spazi chiusi delle classi italiane ora è utilizzata dal Governo come strumento per discriminare gli alunni non vaccinati in caso di contagio nelle stesse classi”.

Ne consegue, conclude il presidente Anief, che “il problema del Paese è non volere investire nell’istruzione, voler lasciare le classi affollate con lavoratori sottopagati e anche umiliati giornalmente per un mestiere che per loro continua a essere il migliore del mondo, ma che oggi è persino negato con delle sospensioni intimidatorie attuate su 6mila docenti e Ata. Come Anief non smetteremo mai di denunciare quello che non funziona e dare soluzioni per risolvere questi problemi”.

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