Sempre più alunni entrano alla seconda ora. Preoccupa la crescita del fenomeno

di Elisabetta Tonni
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Anni fa, entrare a scuola in ritardo, magari alla seconda ora, era spesso una strategia per evitare un compito in classe o un’interrogazione a rischio. Gli studenti erano però consapevoli di aver compiuto una birichinata. Ora, entrare in ritardo, non sembra più un comportamento deplorevole, visto il livello esponenziale con cui aumenta il fenomeno.

A darne notizia è il quotidiano Repubblica che cita i dati mensili forniti dal ministero dell’Istruzione attraverso i Rav (Rapporti di autovalutazione degli istituti).

Gli alunni più dormiglioni o comunque più pigri o più svogliati sono nel Lazio, dove ben 48 studenti ogni cento entrano in ritardo. Quelli più virtuosi vivono invece nel Piemonte, dove la quota di ritardatari si ferma al 20%. La media di ingressi alla seconda ora è infatti attorno al 31%.

Se i genitori non riescono a spronare i loro figli a rispettare le regole di ingresso e di uscita dalla scuola, alcuni istituti si organizzano da soli. A Bari, per esempio, i liceali dello scientifico Pitagora rischiano una multa da due euro, mentre a Genova, nell’Istituto comprensivo Terralba, il ritardo viene recuperato trattenendosi oltre l’orario di uscita.

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