Sempre meno nascite e in alcune scuole è già emergenza a formare classi: entro il 2033 ci saranno 1,4 milioni di studenti in meno. E meno cattedre disponibili

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La contrazione della denatalità e il calo demografico stanno già avendo effetti in alcuni casi nel Paese. E nei prossimi anni la situazione andrà peggiorando, con più di 1 milione di studenti in meno a scuola.

Villanova, nel ferrarese, ad esempio, vede quasi chiudere i battenti, lasciando aperta solo la classe 5ª, un saldo di -5 classi nelle primarie di Ferrara. Il calo demografico in generale, riferisce sito locale La nuova Ferrara , vede infatti nel territorio -170 iscrizioni sul 2021, portando dunque a pesanti ripercussioni sulle scuole.

Il Ministro Bianchi ha più volte lanciato l’allarme: “Oggi la media di alunni per classe, in Italia, è sotto i 20. E a causa della denatalità, da qui a vent’anni la vera emergenza non saranno le classi pollaio ma il fatto di non riuscire più a formare le prime”, ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, intervenuto recentemente in commissione congiunta Affari costituzionali-Cultura al Senato.

I numeri

I numeri sconfortanti de calo demografico si conoscevano già da tempo: il governo, negli allegati al Recovery Plan dello scorso anno, svelava che da qui al 2026,  in classe avremo 1,1 milioni di studenti in meno.

Se guardiamo il periodo fino al 2033, si passerà da 7,4 milioni di studenti (ultimo dato disponibile 2021) a poco più di 6 milioni nell’anno scolastico 2033/34, con quote di 110-120mila ragazzi in meno ogni anno.

Risulta evidente la conseguenza dei calo delle cattedre: l’organico docente passerà dalle attuali 684.314 cattedre a 558.095 nel 2033/34, con riduzioni di 10-12mila posti ogni anno.

Tale effetto dell’andamento demografico si sentirà maggiormente alle superiori, dove si passerà rispettivamente da 2.659.068 a 2.168.614 studenti e da 246.710 a 201.205 cattedre. Alla scuola secondaria di primo grado si passerà invece da 1.584.999 a 1.292.653 alunni e da 147.219 a 120.065 prof.

Alla scuola primaria i 2.314.000 ragazzi di oggi dovrebbero diventare secondo le stime, tra 12 anni, 1.887.193 e i loro maestri da 210.156 a 171.394

Discorso a parte per la scuola dell’infanzia: quella statale scenderà di oltre 156mila bambini e poco meno di 15mila maestre, ma con i fondi del Pnrr che intende investire oltre 2 miliardi su nidi e scuola infanzia le cose potrebbero andare diversamente.

Sull’esubero delle cattedre previsto è arrivata una rassicurazione da parte di Patrizio Bianchi: “Stiamo portando tutte le classi su una media di 18-20 alunni per classe. Abbiamo un accordo con il Mef: fino al 2026 il numero di docenti rimarrà fisso, poi le stesse risorse saranno comunque investite per la scuola”, ha aggiunto nella sua audizione parlamentare.

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