Gli studenti hanno difficoltà nel selezionare informazioni in rete. La scuola deve educare a specifica abilità

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I nostri studenti, i cosiddetti nativi digitali, hanno non poche difficoltà nelle selezione delle informazioni che reperiscono in rete. Al riguardo, come sanno bene tutti i docenti, basta chiedere agli alunni di fare una ricerca, per rendersi conto della citata difficoltà, amplificata dall’enorme massa di informazioni che circolano su Internet.

Del problema si sta occupando, come leggiamo su Repubblica.it, l’Ifcn (International fact-checking network) che ha sede presso il Poynter Institute di St. Petersburg, in Florida che, nell’ambito della giornata internazionale del fact-checking promossa dallo stesso Ifcn, dedica un’attenzione particolare a insegnanti e studenti.

Queste le parole di Alexios Mantzarlis del Poynter Institute: “Anche la scuola si deve fare carico di educare alla verifica dell’enorme mole di dati disponibili online. Le competenze di base per affrontare con spirito critico lo studio non bastano più di fronte a ciò che si trova sui motori di ricerca o sui social”.

Anche l’OCSE ha attenzionato la problematica, non a caso ha anticipato l’intenzione di inserire nei test Pisa dei quesiti relativi alle abilità di verifica di fatti e informazioni.

Tra i promotori della  giornata internazionale del fact-checking, ricordiamo “Factcheckers”, associazione senza fini di lucro che riunisce  giornalisti, social media verifiers, web developers e la cui finalità consiste nella diffusione della cultura della verifica delle fonti tra studenti, docenti e organizzazioni educative.

Anche la Factcheckers ha verificato le difficoltà dei nativi digitali nella selezione delle informazioni, attraverso una test compiuto in via sperimentale con l’Università di Padova. Il test, comunque, essendo stato svolto da un campione ristretto, non può ritenersi rappresentativo, tuttavia è indicativo della problematica.

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