Selezione in ingresso per i nuovi insegnanti e una volta in ruolo valutazione affidata agli esterni: la proposta del prof-scrittore Ricciardi

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Nelle ultime ore è balzato al centro dell’attenzione il tema della valutazione dei docenti, che ha acceso un dibattito molto serrato. C’è però chi propone di inserire una valutazione già a partire dall’ingresso, quando si viene assunti, per poi arrivare, nel corso della carriera ad una valutazione periodica sull’operato del docente. Preferibilmente a cura di un esterno.

La pensa così Giovanni Ricciardi, professore di latino e greco e scrittore che su Il Messaggero spiega: “Chiediamoci innanzitutto come si fa la selezione degli insegnanti: per decenni l’ingresso dei docenti nella scuola italiana non si è basato solo sui concorsi ma anche sulle sanatorie e sui concorsi straordinari, connessi all’anzianità del precariato. Ogni volta è stata percorsa una strada diversa“.

Il docente infatti ricorda che oggi non esiste una valutazione: “In 30-35 anni di insegnamento non c’è mai un momento veramente valutativo. Si può essere un professore straordinario o uno che legge il giornale in classe e non cambia nulla. C’è chi si aggiorna e lo fa per una motivazione personale e chi invece resta fermo. La carriera non cambia“.

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Pertanto, è giusto intervenire sulla valutazione per prima bisogna chierdersi “lo scopo della valutazione: serve per premiare i docenti meritevoli, come avviene all’estero, oppure per ricollocare quelli non all’altezza del ruolo che hanno? In entrambi i casi sarebbe difficile“, dice lo scrittore perchè “premiare, con dei bonus, i migliori creerebbe una spaccatura nella comunità scolastica mentre spostare quelli non adatti, per ora, non è possibile perché non è prevista una mobilità interna“.

Per questo “il problema fondamentalmente è partire da una selezione iniziale che riesca davvero a portare in cattedra persone meritevoli, idonee sia dal punto di vista delle conoscenze sia psicologicamente e umanamente” e in questo modo “una selezione migliore in ingresso alzerebbe l’asticella della qualità degli insegnanti. Ed è un punto di partenza sicuramente migliore“.

Quando poi l’insegnante sarà assunto in ruolo, “bisognerà capire come valutare l’insegnante durante gli anni in cattedra. Credo sia necessario affidare la valutazione ad un ente esterno, terzo. Non credo nell’autovalutazione della scuola“.

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