05 Agosto 2020 - Aggiornato alle 23:56

Segreterie. Riforma PA, divieto di conferimento di incarichi ai pensionati: nuovi chiarimenti

Nella scelta degli esperti esterni spesso le istituzioni scolastiche si chiedono se è possibile conferire incarichi, anche a titolo gratuito, al personale pensionato.

Nella scelta degli esperti esterni spesso le istituzioni scolastiche si chiedono se è possibile conferire incarichi, anche a titolo gratuito, al personale pensionato.

Il dipartimento della Funzione pubblica torna sulla possibilità di affidare incarichi ai dipendenti cessati dal servizio per pensionamento. La Circolare n. 4 del 10 Novembre 2015 del Ministro per la semplificazione e la Pubblica Amministrazione prende in esame l'articolo 5, comma 9 del D.L. 95/2015, dopo che la Riforma Madia ha introdotto alcune novità sull'argomento.

Si ricorda che l’articolo 6 del decreto Madia dispone che le PA non possono conferire incarichi di studio e di consulenza, né incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo di amministrazioni pubbliche, a soggetti collocati in quiescenza, a meno che non si tratti di incarichi o cariche a titolo gratuito.

Le amministrazioni interessate sono quelle di cui all'articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001 (quindi anche le IISS) e quelle inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istat.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica con la Circolare n. 4 del 10 novembre 2015 è intervenuta a fornire chiarimenti in merito all’interpretazione dell’articolo 5, comma 9, del D.L. 95/2012, dopo le modifiche introdotte dalla Legge 124/2015, relativamente al conferimento di incarichi e cariche a lavoratori collocati in quiescenza. Le ultime indicazioni costituiscono un’integrazione ai chiarimenti forniti nella Circolare n. 6/ 2014.

Le modifiche contenute nella Legge 124/2015 hanno eliminato il divieto di affidare incarichi di studio e consulenza e in organi di governo delle amministrazioni e degli enti da esse controllate per i soggetti in quiescenza, ferma restando la gratuità.

Per i restanti incarichi, dirigenziali e direttivi, i vincoli sono rimasti e sono stati ulteriormente ristretti i limiti temporali di durata.

 

Efficacia della disciplina nel tempo

La funzione pubblica ha chiarito che l’eliminazione del limite annuale e del divieto di proroga o rinnovo riguarda gli incarichi di studio e di consulenza e le cariche di governo conferiti successivamente alla data di entrata in vigore della Legge 124/2015, ovvero a partire dal 28 agosto 2015.

Gli incarichi conferiti precedentemente mantengono ovviamente efficacia fino alla naturale scadenza.

In tal caso, le amministrazioni, anche prima della scadenza, potranno eventualmente revocarli e conferirli nuovamente, nel rispetto della relativa procedura, per una durata superiore.

Incarichi vietati

Per quanto riguarda gli incarichi dirigenziali, è escluso che essi possano essere conferiti a soggetti collocati in quiescenza che hanno compiuto i 65 anni, cioè che hanno raggiunto il limite di età per il collocamento a riposo dei dipendenti pubblici.

Rimane ferma la possibilità di conferire incarichi dirigenziali, ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del D.Lgs. 165/2001, a soggetti che, pur collocati in quiescenza, abbiano un’età inferiore a 65 anni.

Il divieto riguarda anche le collaborazioni e gli incarichi attribuiti ai sensi dell’articolo 14 del D.Lgs. 165/2001 e dell’articolo 90 del D.Lgs. 267/2000 nell’ambito degli uffici di diretta collaborazione di organi politici, come già osservato nella circolare 6/2014.

Incarichi consentiti

Tra le ipotesi di incarichi o collaborazioni che non ricadono nei divieti di cui alla disciplina in esame, oltre a quelle già chiarite nella circolare n. 6 del 2014, vanno segnalate le seguenti.

  • Gli incarichi, le cariche e le collaborazioni a titolo gratuito, con il limite annuale per gli incarichi dirigenziali e direttivi, possono essere conferiti a soggetti in quiescenza indipendentemente dalla finalità, quindi anche al di fuori dell'ipotesi di affiancamento al nuovo titolare dell'incarico o carica.
  • Come già chiarito nella circolare n. 6 del 2014, sono esclusi dal divieto gli incarichi di docenza, quindi anche i contratti per attività di insegnamento di alta qualificazione, stipulati ai sensi dell'articolo 23 della Legge 30 dicembre 2010, n. 240.
  • Il divieto non si applica neanche alla nomina dei componenti di organi o collegi di garanzia, quali i comitati etici, inclusi i comitati dei garanti istituiti ai sensi dell'articolo 5, comma 14, del Decreto Legislativo n. 517 del 1999.
  • Analogamente, come chiarito nella Circolare n. 6 del 2014, sono esclusi dal divieto gli incarichi in organi consultivi, quali gli organi collegiali delle istituzioni scolastiche.