Secondo Legambiente il 50% delle scuole italiane non ha il certificato di agibilità

di Giulia Boffa
ipsef

Red – E’ stato pubblicato il dossier Ecosistema Scuola 2012, il rapporto di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia.

Red – E’ stato pubblicato il dossier Ecosistema Scuola 2012, il rapporto di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia.

I dati non sono positivi: quasi la metà degli edifici scolastici non possiede le certificazioni di agibilità, più del 65% non ha il certificato di prevenzione incendi e il 36% degli edifici ha bisogno d’interventi di manutenzione urgenti. Senza contare che il 32,42% delle strutture si trova in aree a rischio sismico e un 10,67% in aree ad alto rischio idrogeologico.
Nel dossier è scritto: ”Per quanto riguarda la differenza qualitativa del patrimonio edilizio delle diverse aree del Paese, emerge che  il 42,93% delle scuole del Sud e il 47,61% nelle Isole necessitano di interventi di manutenzione urgenti, maggiori di 10 punti pecentuali della media nazionale; mentre le regioni del Nord e del Centro, rispettivamente con il 28,97% e il 24,79%, sono sotto la media nazionale. Una differenza che va letta anche alla luce degli investimenti medi per la manutenzione straordinaria (per singolo edificio): si passa dai 40.958,35 euro al nord ai 29.065,89 euro al sud. Invece per la manutenzione ordinaria nel settentrione si registra una media di investimento di 9.872,15 euro per singolo edificio contro i 4.501,12 euro del sud”
 
Continua: ”Come negli ultimi due anni ci sia stato un calo totale degli investimenti in tutta Italia, con una contrazione in media di 40 milioni di euro per la manutenzione straordinaria per edificio scolastico. Regioni come Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna, da sempre fiori all’occhiello del settentrione nella gestione virtuosa dell’edilizia scolastica, dal 2008 ad oggi hanno registrato una diminuzione del 50% degli investimenti in manutenzione straordinaria e ordinaria (meno 55%), rivelando delle difficoltà nel mantenere la qualità degli standard di cura degli edifici. Una situazione che peggiora al Sud, dove la media degli investimenti è inferiore a quella nazionale, nonostante vi sia una maggiore necessità d’interventi di manutenzione straordinaria. Senza contare la fragilità del territorio meridionale con il 14,25% delle scuole situate in aree a elevato rischio idrogeologico, il 63,06% in aree a rischio sismico e il 12,36% in aree a rischio vulcanico. Qualche segnale positivo arriva, invece, dal monitoraggio sull’amianto all’interno degli edifici scolastici”.
 
Anche quest’anno si riconfermano in testa alla graduatoria nazionale le città capoluogo del centro nord. Svetta al primo posto in classifica Trento, seguito da Piacenza (2*), con una risalita di ben sette posizioni rispetto allo scorso anno, Verbania (3*), Prato (4*), Parma (5*), Reggio Emilia (6*), Pordenone (7*), Asti (8*), Terni (10*) che si confermano anche quest’anno nella top ten della graduatoria, quindi la nuova entrata Forlì (9*). Sul fronte delle regioni a guidare la classifica sono l’Emilia Romagna e il Piemonte, rispettivamente con 4 e 2 citta’ tra le prime dieci, che con il Trentino Alto Adige e la Toscana si distinguono sulla qualità dei servizi e dell’edilizia scolastica. Apre invece la graduatoria delle grandi città Torino (11*) seguita da Firenze (17*). Anche quest’anno Napoli (29*) risulta prima tra le grandi città del sud. Invece Lecce (23*) e Benevento (26*) sono le prime città del sud in graduatoria, mentre Cagliari (47*) è la prima tra quelle delle isole. Salgono in graduatoria Milano (42*), Bologna (54*), Bari (67*), scende Palermo (87*); mentre è  fuori dalla classifica Roma, che anche quest’anno presenta dati incompleti. Sul fronte dei servizi, a distinguersi sono invece Ascoli, Campobasso, Frosinone e Lucca per il servizio di scuolabus, Lecco per quello di pedibus che coinvolge quasi la metà degli edifici scolastici, Brindisi, Frosinone, Matera e Pisa per i pasti interamente biologici nelle mense scolastiche.
 
Alla lettura del dossier, Francesca Puglisi, responsabile Scuola del Pd ha così dichiarato: "Il dossier di Legambiente conferma una situazione drammatica. Serve un piano straordinario per l’edilizia scolastica. I dati parlano chiaro: è una vera emergenza nazionale. Servono interventi urgenti: prima di tutto allentare il patto di stabilità interno per quegli enti locali che investono nella ristrutturazione o nella edificazione di nuove scuole, incentivando la costruzione di scuole con ambienti di apprendimento innovativi ed eco sostenibili. Occorre poi rifinanziare la nostra legge n. 23, che permetteva un’accorta pianificazione degli interventi di concerto con gli enti locali Infine bisogna offrire ai cittadini e alle cittadine la possibilità di destinare l’8 x mille dello Stato, in modo mirato all’edilizia scolastica. Il Governo intervenga". 
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