Se ti vaccini non fai la dad. “Una specie di premio. Così incentiviamo le famiglie”: a dirlo Sergio Abrignani, membro del CTS

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Pochi vaccinati nella fascia d’età tra 5 e 11 anni, secondo il membro del CTS Sergio Abrignani che ieri ha rilasciato una intervista al Corriere della Sera, nella quale si affrontano diverse questioni legate alla pandemia.

Tra queste anche la vaccinazione dei bambini più piccoli, quelli in età di obbligo scolare che frequentano la primaria e per i quali da qualche giorno è stata emanata una  nuova normativa che differenzia i bambini vaccinati dai bambini non vaccinati.

Infatti secondo la nuova normativa introdotta dal 5 febbraio 2022, i bambini della scuola primaria che non hanno ricevuto il vaccino, in caso si arrivi a n. 5 casi di contagio in una classe /sezione dovranno seguire le lezioni da casa, a differenza dei bambini vaccinati o guariti dal Covid.

Il membro del CTS, durante l’intervista ha ammesso che la campagna vaccinale per i bambini tra i 5 e gli 11 anni è stata “fiacca” che la “speranza è che, con le nuove norme sulla scuola, le famiglie si sentano incentivate. I bambini immunizzati non andranno in didattica a distanza, una specie di premio per loro stessi e per i genitori“.

Molte, però, sono state le critiche rivolte alla misura, a partire dalla virologa Gismondo che ha commentato come “Assolutamente illogico tutto quello che è stato fatto con le attuali misure sulla scuola“, riferendosi probabilmente alla loro utilità nel contenimento della diffusione del virus.

Dubbi anche dal mondo politico, “Inaccettabile discriminazione fra studenti vaccinati e non. Provvedimento grave“, ha affermato il Sottosegretario Sasso

Non condivido la distinzione fra vaccinati e non. Si penalizzano i piccoli per le scelte compiute dai genitori“, ha rincarato il Sottosegretario Floridia

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