Se il Papa condanna l’organizzazione del lavoro che ostacola la famiglia. Siamo sicuri non si riferisse anche alla riforma della scuola?

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Quando il Papa pronuncia discorsi che sono cari a certe e date scelte politiche tutta la politica nostrana semplicemente si inchina, quando, invece,vedi la questione emigrazione, assume posizioni critiche, parte della politica inizia a dire che la Chiesa non dovrebbe esercitare alcuna ingerenza nella cosa pubblica.

Quando il Papa pronuncia discorsi che sono cari a certe e date scelte politiche tutta la politica nostrana semplicemente si inchina, quando, invece,vedi la questione emigrazione, assume posizioni critiche, parte della politica inizia a dire che la Chiesa non dovrebbe esercitare alcuna ingerenza nella cosa pubblica.

Certo, questo è un principio che condivido pienamente, però, ben conoscendo come funziona la società italiana, non si può rimanere indifferenti a determinate critiche mosse dal Papa, specialmente quando queste si rivolgono direttamente a governanti cattolici. L'ultimo intervento del Papa, all'udienza generale nell’Aula Paolo VI inVaticano, ha riguardato il concetto del lavoro.

Uno dei passaggi più significativi è certamente quello nel quale si evidenzia quanto ora segue: “Quando l’organizzazione del lavoro la tiene in ostaggio, (la famiglia ndr) o addirittura ne ostacola il cammino, allora siamo sicuri che la società umana ha incominciato a lavorare contro se stessa”.

Ed il pensiero non può che andare alla recente Legge sulla scuola e piano delle assunzioni così detto straordinario che in sostanza compromette pienamente l'unità famigliare con tutti gli annessi econnessi, determinando sacrifici enormi nei confronti di persone che da anni lavorano nella scuola pubblica in condizioni assolutamente precarie ed ora dalla precarietà passeranno all'estrema flessibilità, privandole, senza possibilità di scelta alcuna, deldiritto di vivere dignitosamente la propria famiglia, il proprio territorio, la propria dimensione sociale, quella in cui sono nati e cresciuti.

Cosa diranno ora i politici cattolici che hanno sostenuto e difeso e voluto la Legge sulla scuola? Che le parole del Papa non si riferiscono alla "riforma" della scuola? Ne siamo proprio certi?

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