Se l’insegnante di sostegno non sa fare il suo mestiere. Le riflessioni di uno studente con disabilità

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Mattia Abbate è un ragazzo affetto da distrofia muscolare di Duchenne. Su La Repubblica ha scritto una lunga lettera in cui esprime forti preoccupazioni sulla questione del sostegno. 

“Da quando vado al liceo, l’insegnante di sostegno è ogni anno una grandissima incognita: certo, ho il diritto al sostegno, ma troveranno qualcuno con le competenze adeguate, visto che frequento il classico? Sarà di ruolo? Ebbene, quest’anno l’insegnante di sostegno assegnatomi è di ruolo, peccato che sulle sue competenze sia meglio stendere un velo pietoso”.

La preoccupazione di Mattia è la stessa di tanti studenti disabili costretti a fare i conti con le conseguenze di un sistema che assegna tante volte gli incarichi di sostegno a personale con scorsa preparazione e poco motivato.

“Non solo il professore non conosce né il Greco, né il Latino, ma capisce l’Inglese quanto io potrei capire il Sanscrito – scrive ancora -. Che problema c’è? Se sa prendere bene gli appunti nelle altre materie, si può anche trovare una soluzione. Anche il prendere gli appunti si è rivelata un’impresa titanica”.

L’articolo di Mattia Abbate su La Repubblica (l’autore è affetto da distrofia muscolare di Duchenne)

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