“Se le federe potessero parlare”, basata sulla metodologia dell’apprendimento intervallato per stimolare creatività e pensiero divergente

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Creatività e pensiero divergente devono essere temi al centro di una scuola, anche, innovativa. La metodologia dell’apprendimento intervallato ci aiuta a strutturare tali percorsi e favorisce la memoria a lungo termine.

Lo stimolo iniziale per tali UdA può essere vario, in questo caso partiamo da un quadro sul sonno/sogno.

Il percorso si può proporre in tutti i livelli scolastici semplificando o aggiungendo le fasi deduttive indicate.

L’apprendimento intervallato

Si tratta di una metodologia didattica che ha come quadro teorico di riferimento la ricerca delle neuroscienze, pubblicata nel 2005 da R. Douglas Fields su Scientific American, circa il meccanismo di creazione della memoria a lungo termine.

Fields ha scoperto che il processo di creazione della memoria a lungo termine ha come fattore chiave il tempo: ripetendo tre stimolazioni, distanziate da 10 minuti, si innesca una reazione che rafforza il percorso simpatico permanente.

La sua scoperta è stata applicata alla didattica da Paul Kelley con alcuni docenti della scuola da lui diretta, la Monkseaton High School nell’Inghilterra del nord.

Il risultato è stato la creazione di una metodologia didattica intervallate da tre momenti (e due brevi pause), detta Spaced Leaning che è così organizzata:

Introduzione: il docente introduce il tema e presenta le chiavi di lettura, focalizza i saperi essenziali ed esplicita gli obiettivi dell’unità di lavoro (durata 10-15 minuti). Questa fase può essere costituita dalla visione di un video, powerpoint (breve), ma, anche dalla semplice lettura delle pagine del libro di testo in cui si introduce l’argomento.

Espansione: il docente riprende il tema introdotto nella fase introduttiva affrontando con contenuti interattivi e/o video in un contesto di lezione dialogata o attività di gruppo; è importante che i contenuti non abbiano un carattere astratto e la modalità di fruizione sia non mediata solo dalla parola del docente (durata 20-25 minuti).

È essenziale che lo studente possa riprendere i temi presentati dall’insegnante ed iniziare a sviluppare autonomamente qualche riflessione verso l’ampliamento della propria struttura delle conoscenze.

Sintesi: infine, se le attività sono degli allievi sono autonome (ad esempio nel lavoro a gruppi) il docente si riserverà tale momento conclusivo per ricondurre il lavoro agli obiettivi (10-15 minuti).

Relax cognitivo: è necessario che ogni fase sia intervallata da un momento di Relax cognitivo, quindi in totale due pause intermedie, anche se solo di pochi minuti – diciamo 5 o 6 minuti -, per dare tempo al cervello di ricalibrarsi e di interiorizzare gli stimoli forniti dalla lezione.

Una UdA dal titolo: “Se le federe dei cuscini potessero parlare.”

Lo stimolo iniziale: il quadro

La Casa dei sogni è un quadro del pittore e incisore svizzero Albert Welti (1862-1912). Esso contiene tutti gli elementi simbolici riguardanti la finestra. In una stanza con una grande finestra rettangolare, che mostra uno splendido paesaggio con il lago di Zurigo e i monti, sulla sinistra in basso vi è un letto a baldacchino con sopra una donna che dorme e presumibilmente sogna.

Il sogno è lo stimolo guida che vuole condurre al pensiero divergente e alla creatività.

Fasi della lezione 1

a) Spunto di riflessione fornito dal docente (Durata: 10-15 minuti):

Cosa sogna la signora che dorme?

Cosa fanno tutti gli altri?

i. Si tratta di una fase di evocazione tramite l’immagine legata a un contesto extrascolastico.

ii. È opportuno oltre alla vista usare altro senso ad esempio l’udito, si potrebbe inserire musica o l’ascolto di un semplice bisbigliare

b) Segue una pausa di 5-6 minuti.

c) Riprende il docente con una breve spiegazione del docente sull’importanza del sonno-sogno. Questo argomento si presta non, solo, ad una spiegazione psicologica, ma anche artistica- filosofica. Molti artisti e filosofi hanno dedicato numerosi saggi a questo argomento, anche il “tema del dormirci su prima di decidere” (Durata: 20-25 Minuti).

d) Segue una pausa di 5-6 minuti.

e) Si organizza un lavoro a gruppi in modalità di apprendimento cooperativo. La Classe viene suddivisa in piccoli. Ogni gruppo della classe ha il compito di concentrarsi su quadro diverso che ha sempre come tema il sognare/sonno, le domande guida sono simili a quelle della fase a), (Durata: 5 Minuti).

Fasi della lezione 2

a) Presentazione dei lavori di gruppo: la funzione del sonno/sogno e idee divergenti del gruppo (20-25 minuti)

b) Pausa di 5 o 6 minuti

c) Discussione dei lavori di gruppo svolti (10 minuti)

d) Pausa di 5 o 6 minuti

e) Assegnazione di un compito di riflessione

Il docente invita gli allievi dopo aver discusso del tema a rispondere ad una domanda-stimolo assegna il compito:

Cosa direbbero le federe del tuo letto?”

Esempio: “Una mattina ti sei alzato dal letto hai capito la soluzione di quel problema che ti assillava da tempo? Chiediti: perché? Cosa hai sognato quella notte che ha fatto la differenza? Cosa direbbero le tue federe?”.

Compito: il docente assegna ad ogni studente il compito da svolgere a casa, ovvero di creare un artefatto, la cui natura viene lasciata all’iniziativa del singolo, sulla base della domanda-stimolo. Dopo averlo creato e dormiteci su e se necessario rivedetelo!

Risultato atteso sul piano cognitivo: descrivi tale situazione tramite immagini, un PPT, un video…

Cosa ci dicono le neuroscienze: evocare il sogno in ognuno di noi permette di richiamare alla mente il processo che i neuroscienziati chiamano il vagabondaggio mentale, necessario presupposto dei processi creativi ed immaginifici.

Fasi della lezione 3

Si tratta di costruire uno spazio adeguato per condividere diversi modi di guardare il mondo e di porsi, mettendo l’ascolto reciproco e la conversazione al centro della pratica educativa. Dentro questo contesto, che possiamo definire di pedagogia dell’ascolto, nasce e vive il dialogo euristico.

La scintilla del dialogo si accende quando il processo mentale dei giovani si scontra ed entra in connessione con i diversi oggetti culturali portati dall’insegnante o in cui ci si imbatte. Solo se l’insegnante non guarda con sospetto e non si lascia spaventare dall’apparente confusione del libero pensare degli allievi, si creano le condizioni per scoprire insieme qualcosa di nuovo.

a) Restituzione del compito assegnato dal docente nella fase precedente dalla lezione: ogni allievo ha creato un artefatto cognitivo, che gli ha permesso di dare sfogo alla sua creatività, anche grazie alla personificazione delle federe parlanti, e ha cercato di rappresentare l’attività onirica (Durata 10 minuti)

b) Discussione: dialogo euristico. Prendendo spunto dalla struttura e le procedure utilizzate per creare i diversi artefatti, viene lasciato spazio al dialogo tra gli allievi.

È decisivo che in questo momento della lezione il dialogo euristico, cioè, che ci sia da parte degli allievi, l’affiorare nella sua memoria anche di propri vissuti- autobiografici.

Il dialogo in questo modo diventa scoperta di Se Stessi (20 minuti).

c) Il docente spiega perché in tante fasi della vita:

È importante dormirci su”

e

Come mai spesso le idee migliori vengono durante il sonno-sogno”.

Nell’ultima fase della lezione è il docente spiega scientificamente il sogno.

Viene fornita come fonte l’intervista Prof.Levi Montalcini. (20 minuti)

d) il docente, se vuole nel secondario di secondo grado, conclude la lezione con i riferimenti bibliografici presenti sia nel libro di testo sia in rete rispetto al tema trattato ( 5 minuti)

Approfondimento

Per fare capire agli studenti quanto studiato si può offrire come approfondimento questa intervista della Prof.ssa Rita Levi Montalcini sull’importanza del sogno dal punto di vista psicologico-neurologico

Una notte al museo per dormire sotto i quadri. E sognare «Così analizzeremo i vostri sogni».

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