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Se lavoro dopo la pensione l’assegno viene ridotto?

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Lavorare dopo la pensione non comporta una riduzione dell’assegno previdenziale percepito perchè la maggior parte delle misure consento il cumulo con i redditi da lavoro.

Molti pensionati hanno paura ad accettare un nuovo lavoro dopo la pensione. Il timore è quello di vedersi ridurre l’importo della pensione, un diritto acquisito con tanti anni di duro lavoro. Ma nella maggior parte dei casi il cumulo dei redditi da lavoro con quelli da pensione è pienamente consentito. Fanno eccezione la quota 100 e la quota 41, che vietano di cumulare la pensione con redditi da lavoro. Ma approfondiamo l’argomento rispondendo alla domanda di un nostro lettore che ci scrive:

Buongiorno, sono un pensionato con una pensione di vecchiaia richiesta a 68 anni di età ad inizio 2021. La mia età anagrafica è: 07/11/1952. A giugno di quest’anno ho ripreso a lavorare come lavoratore dipendente a tempo determinato e/o a chiamata, secondo le disposizioni di legge del C.C.N.L. Metalmeccanico. La mia domanda è:  se mi verrà anche ridotto l’assegno mensile della pensione, oltre al pagamento di una tassa superiore per via delle fasce di reddito? Ripeto quindi la domanda: mi verrà ridotto/decurtato qualcosa sul mio attuale assegno di pensione mensile? Grazie, In attesa di una Vs.gentile risposta, cordialmente saluto.

Lavoro dopo la pensione

Per chi accede alla pensione di vecchiaia continuare a lavorare (o riprendere il lavoro) è pienamente consentito e non comporta una riduzione dell’assegno. Il reddito della pensione di vecchiaia non viene ridotto se si percepisce anche reddito da lavoro. Anzi, i contributi versati dopo il pensionamento daranno luogo, dopo qualche anno, ad un incremento della pensione grazie ad supplemento di pensione.

Si tratta di un diritto aggiuntivo alla pensione che si matura con i contributi versati dopo il pensionamento. Se la sua pensione, quindi, è stata erogata come pensione di vecchiaia il suo attuale assegno previdenziale non verrà in alcun modo decurtato o ridotto per i redditi derivanti dal nuovo lavoro e rimarrà invariato.

Ovviamente, in sede di dichiarazione dei redditi sarà chiamato a versare l’IRPEF sul cumulo dei redditi e, nel caso superi lo scaglione di appartenenza, si vedrà applicare l’aliquota successiva sulla parte eccedente del reddito. Ma questo non significa in alcun modo che si rischia di perdere una parte dell’assegno previdenziale, su questo può stare tranquillo.

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