Se l’atto non è più impugnabile, la P.A non ha alcun obbligo di ricorrere al potere di autotutela

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Una sentenza del TAR del Lazio, del 24/5/2021 N. 06088/2021 interviene sul potere di autotutela della P.A su istanza di una docente con la quale chiedeva un diverso punteggio rispetto a quello che le veniva effettivamente riconosciuto. Si tratta di una questione interessante perchè spesso si tende ad invocare l’esercizio del potere di autotutela, ma come si evince nel caso che ora si commenta, parrebbe essere invocabile solo in una circostanza ben definita.

Il fatto

La ricorrente ha impugnato la nota dell’amministrazione con la quale, in riscontro alla sua istanza in autotutela diretta al riconoscimento di un maggior punteggio con conseguente rettifica della graduatoria, ha rilevato che la suddetta richiesta fosse “tardiva e pertanto inammissibile”.

Si deve impugnare la graduatoria tempestivamente

Come precisato dall’Amministrazione, osservano i giudici, nella nota impugnata, la ricorrente avrebbe dovuto tempestivamente impugnare la graduatoria di merito del concorso in esame. Infatti, l’eventuale annullamento dell’atto impugnato non potrebbe determinare la caducazione della graduatoria non tempestivamente impugnata, con conseguente difetto di interesse al ricorso atteso che l’atto finale del procedimento concorsuale non potrebbe comunque essere travolto dall’eventuale annullamento del provvedimento impugnato. Infatti, l’impugnazione della graduatoria, proposta con il ricorso in esame, è tardiva.

L’Amministrazione non può esercitare l’autotutela verso atti non più impugnabili

Ma l’Amministrazione pubblica è chiamata ed esercitare sempre in qualsiasi circostanza il potere di autotutela?  Non è proprio così, come pare desumersi dalla lettura di questo passaggio della sentenza, dove la condizione dell’esercizio di tale potere sembrerebbe essere connesso alla possibilità di impugnare nelle sedi giudiziarie l’atto contestato:

Infine, è da rilevare che l’Amministrazione non ha alcun obbligo di provvedere sulle richieste di esercizio del potere di autotutela verso atti divenuti inoppugnabili giacché, diversamente opinando, si eluderebbe l’onere legale di impugnazione nei termini decadenziali posti dalla legge a tutela della stabilità dell’assetto degli interessi pubblici sottesi al concreto esercizio della funzione pubblica; in questi casi, conseguentemente, l’impugnativa del diniego di autotutela è inammissibile, in coerenza con il principio generale della impossibilità di assicurare tutela all’interesse strumentale se non nei casi eccezionali espressamente previsti dalla legge”.

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